2010
14
May

Il presidente moralizzatore

Il giornali della destra accompagnano fedelmente l’ennesima metamorfosi berlusconiana. Il Cavaliere sente che le inchieste posso travolgere la sua classe dirigente  e tenta di tracciare un confine tra sé stesso e “quegli altri”. Libero e Il Giornale, all’unisono, scrivono oggi che “la rabbia popolare cresce”, e che “la gente si sente presa in giro”. E lui proclama senza se e senza ma che “chi ha sbagliato deve pagare”.

Dopo il presidente operaio, ecco allora il presidente moralizzatore. Inflessibile con chi ha “approfittato di lui” per farsi gli affari propri. Rabbioso contro chi lo ha ingannato per un pugno di lenticchie al Colosseo e dintorni.

Ben venga la svolta, perché anche in un mondo di ladri un ladro in meno è sempre meglio di un ladro in più.

Ma non sfugga il cinismo di chi, più di tutti, ha usato e abusato del concetto di gratitudine in politica, e oggi è pronto a scaricare chi gli  ha votato senza fiatare la legittima suspicione, la prescrizione ex Cirielli, il processo breve, almeno due Lodi e un bel legittimo impedimento.

E’ il partito carismatico che mangia sé stesso, tranne il capo  che a piacimento elargisce farfalline, dispensa perdoni o impartisce punizioni. E dove nessuno, tranne il capo, può sentirsi al sicuro.

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