2010
11
May

I tagli alla scuola che il Pdl sembra ignorare

Il Consigliere Provinciale del Pdl Gianluca Gambini consiglia al presidente Pieroni di premere sulla Giunta Regionale Toscana per mettere soldi sui progetti finanziati attraverso il cosiddetto decreto salvaprecari.

Sembra non sapere che questo decreto non prende minimamente in considerazione i non docenti, che sono la maggior parte delle persone (in provincia di Pisa 98 su 151) che, avendo avuto contratti a tempo determinato della durata di un anno o di nove mesi negli ultimi anni scolastici, non si sono visti rinnovare il contratto quest’anno e sono stati perciò, di fatto, licenziati; esclude tutti i precari che non hanno avuto un contratto di durata annuale nel 2008-2009 persino dalla priorità per le supplenze brevi; ai docenti che prende in considerazione offre solo ammortizzatori sociali (e questa è una partita – oltre che una presa – di giro: vengono chiamati con altro nome i limitati fondi per l’indennità di disoccupazione a cui questi lavoratori avrebbero avuto comunque diritto), la priorità per le supplenze brevi, la priorità per progetti di integrazione dell’offerta formativa  pagati dalle scuole con i fondi di istituto. Si vorrebbe che le Regioni mettessero soldi soprattutto su quest’ultimo punto.
Siccome non siamo tra quelli a cui piace che i Presidenti delle Giunte Regionali giurino nelle mani del Presidente del Consiglio preferiamo di gran lunga che la Toscana, invece di investire su un provvedimento di cui risultano aver usufruito a livello nazionale il 5% dei precari inseriti nelle liste,  abbia fatto un’altra scelta, del tutto autonoma, e che abbia concentrato gli scarsi fondi a sua disposizione per la scuola per garantire l’apertura di 44 sezioni di scuola dell’infanzia (10 in provincia di Pisa) che, sulla base dei tagli degli organici previsti dal governo, quest’anno sarebbero state chiuse.

 

E la richiesta che facciamo a Rossi è quella di attuare il suo programma elettorale, che considera la salvaguardia della qualità e della capacità di integrazione della scuola di base pubblica in Toscana una priorità della Regione.

A Gambini chiediamo invece di premere, lui e i suoi amici di partito, sul Presidente del Consiglio Berlusconi perché imiti i suoi colleghi capi di governo europei che, tutti indistintamente, considerano la scuola un settore strategico su cui investire e non uno spreco di spesa pubblica da tagliare. Potrebbe cominciare dal rimettere in discussione la legge 133/2009 che prevede tagli ingenti fino al 2012.

Massimo Baldacci (Responsabile scuola PD Pisa)

 

Miriam Celoni (Assessore Pubblica Istruzione Provincia Pisa)

 

 

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