2012
22
Mar

LAVORO, IL GOVERNO FORZA LA MANO

 

Nell’incontro a palazzo Chigi con i segretari dei partiti che sostengono il governo di emergenza il presidente del Consiglio Mario Monti aveva preso l’impegno a ricercare l’intesa con le parti sociali, nella consapevolezza che la coesione sociale gioca un ruolo decisivo per il superamento delle difficoltà e che la crisi sta producendo effetti molto pesanti nella società. 

La soluzione adottata nel confronto con le parti sociali non ha seguito questo schema, anche a fronte della proposta dei sindacati di adottare per l’articolo 18 il sistema tedesco (proposta messa sul tavolo dalla Cisl e dalla stessa Cgil).  

Il Pd aveva annunciato chiaramente che avrebbe accettato qualsiasi soluzione fosse venuta da un accordo complessivo con le parti sociali proprio in considerazione dell’importanza che il Partito democratico assegna al tema della coesione sociale e della condivisione degli obiettivi.  

I fatti sono andati in modo diverso. Ieri sera il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, è stato chiaro nel corso della trasmissione televisiva Porta a Porta.  

Primo: “Non ci può essere un prendere o un lasciare”.  

Secondo: l’idea che la forzatura nei confronti dei sindacati sia come una bandiera da esibire sui mercati finanziari è sbagliata.  

Terzo: la concertazione ci ha già tirato fuori dai guai in momenti drammatici.  

Quarto: nella riforma vi sono alcuni elementi positivi che ricalcano anche proposte del Pd e che vanno rafforzati e migliorati.  

Quinto: “Sull’articolo 18 si doveva adottare un meccanismo più adeguato a un paese manifatturiero ed europeo continentale, come è l’Italia, e non un meccanismo più tipico dei paesi anglosassoni. Dovevano scegliere il sistema tedesco e si è imposto invece il sistema americano”.  

Sesto: in Parlamento questo errore verrà corretto, introducendo il ricorso al giudice per tutti i tipi di licenziamento, perché così come il sistema è stato pensato dal governo tutto si riverserebbe sul licenziamento economico, lasciando al lavoratore la scelta di prendere pochi soldi “maledetti e subito” o fare una lunga causa alla fine della quale, se tutto andasse per il meglio, prenderebbe solo un indennizzo economico.  

Settimo: questa materia non è da decreto. Quindi il governo presenti un disegno di legge delega, lasciando al Parlamento la possibilità di discutere e di apportare le dovute modifiche. missioni in bianco. Ma non sarà la stessa norma varata dal governo Prodi e abolita ovviamente dal governo Berlusconi.

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