2011
11
Jul

Una tassa sulle cause di lavoro

In Italia le cause di lavoro sono gratuite in primo e in secondo grado. Il lavoratore, impegnato a rivendicare i suoi diritti contro un’azienda, paga solo il “contributo unificato” una volta che la lite sia arrivata in Cassazione. Ma ora la manovra del governo minaccia di cambiare le carte in tavola. Prevede il versamento di un “contributo unificato” per ogni controversia di lavoro. Questo pedaggio d’ingresso scatterebbe fin dal primo grado e cambierebbe sulla base di due elementi: a seconda del reddito del lavoratore e a seconda del valore della causa.
Si tratta di una modifica rilevante. I lavoratori, in difficoltà economiche perché licenziati o perché in attesa degli stipendi arretrati, potrebbero rinunciare ad avviare la vertenza.
La novità non è sfuggita al PD, che ne chiederà la cancellazione ora che la manovra arriverà all’esame delle Camere.

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