Archive for September, 2011

CI RIPROVANO

Monday, September 26th, 2011

Il primo pensiero del premier dopo lo scampato pericolo per il voto sull’arresto di Marco Milanese è rivolto ad una nuova regolamentazione restrittiva delle intercettazioni: in parole povere l’ennesimo tentativo di legge bavaglio. Come già successo in tutte le altre occasioni, si grida alla privacy violata per impedire la cronaca di fatti di evidente rilevanza sociale. Il Comitato per la liberta e il diritto all’informazione, alla cultura e allo spettacolo, che è stato protagonista delle mobilitazioni in materia degli ultimi due anni (a partire dalla grande manifestazione di Piazza del Popolo dell’ottobre 2009), ha già annunciato che se il governo e la maggioranza dovessero decidere – come sembra probabile – di tornare nell’aula della Camera per tentare ciò che non è riuscito l’anno scorso, sarà in prima fila per tenere molto alta tra i cittadini la volontà di difendere il proprio diritto di sapere, così come tra la magistratura e le stesse forze dell’ordine resta alta la volontà di difendere gli strumenti di indagine. E il caso Tarantini (con le sue storie di appalti e favori) aiuta a far capire che si sta parlando non di pettegolezzi privati, ma di un modo di gestire la cosa pubblica. L’Italia che soffre per gli effetti della crisi economica, l’Italia dei referendum che ha votato in modo inequivocabile sul legittimo impedimento, non ha certo bisogno di inserire le intercettazioni nell’agenda dei provvedimenti urgenti per il rilancio del Paese.

ALTA ADESIONE ALLA PROTESTA DEI SINDACI CONTRO LA MANOVRA MA CASTELNUOVO NON C’E’

Monday, September 19th, 2011

Nutrite le delegazioni di sindaci e assessori che in tutte le province toscane hanno incontrato i prefetti; l’iniziativa di protesta promossa dall’Anci nazionale contro la manovra economica del Governo ha visto in Toscana un’ampia adesione e partecipazione.

A Pisa il gruppo di rappresentanti istituzionali ha formato un corteo dietro uno striscione: «Non si tagliano le città». Durante il passaggio in corso Italia i Sindaci hanno distribuito un volantino che spiegava le ragioni della manifestazione: «Lo Stato continua a sprecare e noi siamo costretti ad aumentare le tasse o a chiudere i servizi».

La  numerosa partecipazione dimostra ancora una volta lo spirito dell’Anci teso a salvaguardare l’autonomia comunale. Il senso di responsabilità istituzionale ha motivato questa mobilitazione, non sono stati  interrotti servizi o sollevate clamorose proteste.

Peccato per l’ assenza dei tre Comuni amministrati dalle liste civiche della Valdicecina:  Volterra, Pomarance e Castelnuovo. Come spesso accade devono distinguersi dagli altri anche in questo particolare momento di crisi economico-finanziaria che richiederebbe coesione contro i pesanti e inappropriati provvedimenti che andranno a gravare sui servizi erogati ai cittadini.

Il Governo delle bugie spinge l’Italia nel caos, anche noi in piazza con la Cgil

Monday, September 5th, 2011

Il rapido dietrofront sulle pensioni è solo l’ultima conferma del fatto che il Governo annaspa nel caos. Ormai le proposte da inserire in manovra reggono 24 ore, poi di fronte ai ricatti della Lega o alle proteste di categoria la maggioranza batte in ritirata e studia qualcos’altro. Senza alcuna visione d’insieme, senza strategia.

Eppure la gravità del momento dovrebbe essere chiara. Dobbiamo varare una manovra da 45 miliardi: ce lo impone l’Europa ed è per questo che i mercati ci hanno concesso una tregua. Ma ad oggi nessuno sa cosa ci sarà dentro questa manovra. Un giorno il prelievo di solidarietà sui ceti più abbienti, quello dopo la stretta sulle pensioni, quello dopo ancora una generica lotta all’evasione. Nel frattempo si sfoglia la margherita sull’aumento dell’Iva e si sbandiera un taglio ai costi della politica che è tutto di facciata.

Siamo alla dodicesima manovra in tre anni, la terza nell’ultimo mese e mezzo, e ancora non c’è certezza alcuna. Ciò che è certo anche stavolta è che a pagare saranno i soliti noti: chi ha sempre rispettato la legge e pagato le tasse, i dipendenti pubblici, gli Enti locali, stavolta anche le cooperative. Cambiano le misure ma l’impostazione è sempre la stessa: attacco al mondo del lavoro e all’unità dei suoi rappresentanti (l’art. 8 prefigura una inaccettabile intromissione nell’autonomia delle parti sociali e nega il contenuto dell’accordo unitario dello scorso 28 giugno), svuotamento del sistema delle autonomie locali, ormai denunciato a gran voce in modo bipartisan da Sindaci, Presidenti di Province e di Regioni, e una certa compiacenza verso atteggiamenti illegali: si annuncia il carcere per gli evasori ma intanto si prepara l’ennesimo condono.

Bene ha fatto Bersani a chiedere ancora una volta le dimissioni del Governo, perché è ormai evidente a tutti che non sono loro che possono tirarci fuori dalla crisi. Sono il problema, non la soluzione. La  credibilità del nostro Paese è azzerata.

Che giudizio daranno l’Europa e i mercati della manovra è un mistero, ma è possibile che ce ne voglia un’altra nei prossimi mesi. E nemmeno allora ci sarà nulla per il lavoro e la crescita. Più facile che ci siano altre bugie.

Di fronte a tanto sfacelo, la Cgil ha deciso di scioperare, martedì 6 settembre. Ci saremo anche noi, in piazza, a Pisa come nel resto d’Italia. Siccome crediamo che l’autonomia sindacale sia un valore, mettere il cappello sullo sciopero non ci interessa. Ci preme che in questo Paese ci sia più attenzione al lavoro, più crescita e più equità. Bersani lo ha detto chiaramente, sarebbe bastato ascoltarlo invece che urlargli sopra: a noi la manovra non piace, saremo in tutti i luoghi dove si protesta contro di essa e si fanno proposte alternative. Lavoreremo perché le prossime mobilitazioni siano il più unitarie possibili: perchè abbiamo in mente un’altra idea di Paese, più coeso e più giusto.