Archive for April, 2011

PRIMO MAGGIO FESTA DEI LAVORATORI

Friday, April 29th, 2011

 

La Festa del lavoro o Festa dei lavoratori è una festività celebrata il 1º maggio di ogni anno che intende ricordare l’impegno del movimento sindacale ed i traguardi raggiunti in campo economico e sociale dai lavoratori. La festa del lavoro è riconosciuta in molte nazioni del mondo ma non in tutte.

Più precisamente, con essa si intendono ricordare le battaglie operaie volte alla conquista di un diritto ben preciso: l’orario di lavoro quotidiano fissato in otto ore (r.d.l. n. 692/1923). Tali battaglie portarono alla promulgazione di una legge che fu approvata nel 1867 nell’Illinois (USA). La Prima Internazionale richiese poi che legislazioni simili fossero introdotte anche in Europa.

L’origine della festa risale ad una manifestazione organizzata negli Stati Uniti dai Cavalieri del lavoro (Knights of Labor, associazione fondata nel 1869) a New York il 5 settembre 1882. Due anni dopo, nel 1884, in un’analoga manifestazione i Cavalieri del lavoro approvarono una risoluzione affinché l’evento avesse una cadenza annuale. Altre organizzazioni sindacali affiliate all’Internazionale dei lavoratori – vicine ai movimenti socialisti ed anarchici – suggerirono come data della festività il primo maggio.

Ma a far cadere definitivamente la scelta su questa data furono i gravi incidenti accaduti nei primi giorni di maggio del 1886 a Chicago (USA) e conosciuti come rivolta di Haymarket. Questi fatti ebbero il loro culmine il 4 maggio quando la polizia sparò sui manifestanti provocando numerose vittime.

L’allora presidente Grover Cleveland ritenne che la festa del primo maggio avrebbe potuto costituire un’opportunità per commemorare questo episodio. Successivamente, temendo che la commemorazione potesse risultare troppo a favore del nascente socialismo, stornò l’oggetto della festività sull’antica organizzazione dei Cavalieri del lavoro.

La data del primo maggio fu adottata in Canada nel 1894 sebbene il concetto di festa del lavoro sia in questo caso riferito a precedenti marce di lavoratori tenute a Toronto e Ottawa nel 1872.

In Europa la festività del primo maggio fu ufficializzata dai delegati socialisti della Seconda Internazionale riuniti a Parigi nel 1889 e ratificata in Italia due anni dopo.

In Italia la festività fu soppressa durante il ventennio fascista – che preferì festeggiare una autarchica Festa del lavoro italiano il 21 aprile in coincidenza con il Natale di Roma – ma fu ripristinata subito dopo la fine del conflitto mondiale, nel 1945.

Nel 1947 la ricorrenza venne funestata a Portella della Ginestra (PA) quando, la banda di Salvatore Giuliano sparò su un corteo di circa duemila lavoratori in festa, uccidendone undici e ferendone una cinquantina.

Le prime vittime della storia operaia furono napoletane. Nell’estate del 1863, accade un triste episodio a Portici, nel cortile delle officine di Pietrarsa. Una vicenda storica poco conosciuta, ma riportata dai documenti del “Fondo Questura” dell’Archivio di Stato di Napoli.

Dopo l’Unità d’Italia, il Real Opificio Borbonico di Pietrarsa, il più grande e importante della penisola, passa alla proprietà di Jacopo Bozza. Costui, artificiosamente, prima dilata l’orario di lavoro abbassando nello stesso tempo gli stipendi, poi taglia in maniera progressiva il personale mettendo in ginocchio la produzione. Il 23 giugno 1863, a seguito delle proteste del personale, promette di reimpiegare centinaia di operai licenziati tra i 1050 impiegati al 1860.

Sui muri dello stabilimento compare questa scritta: “muovetevi artefici, che questa società di ingannatori e di ladri con la sua astuzia vi porterà alla miseria”. Sulle pareti prossime ai bagni vengono segnate col carbone queste parole: “Morte a Vittorio Emanuele II, il suo Regno è infame, la dinastia Savoia muoia per ora e per sempre”.

La promessa di Bozza è uno dei tanti bluff che l’impresario nasconde continuando a rassicurare i lavoratori e attenuando la loro ira elargendo metà della paga concessa dal nuovo Governo, una sorta di prima forma di cassa-integrazione.

Il 31 luglio 1863 gli operai scendono ad appena 458 mentre a salire è la tensione. Bozza da una parte promette pagamenti che non rispetterà, dall’altra minaccia nuovi licenziamenti che decreterà.

La provocazione supera il limite della pazienza e al primo pomeriggio del 6 agosto 1863, il Capo Contabile dell’opificio di Pietrarsa, Sig. Zimmermann, chiede alla pubblica sicurezza sei uomini con immediatezza perché gli operai che hanno chiesto un aumento di stipendio incassano invece il licenziamento di altre 60 unità. Poi implora addirittura l’intervento di un Battaglione di truppa regolare dopo che gli operai si sono portati compatti nello spiazzo dell’opificio in atteggiamento minaccioso.

Convergono la Guardia Nazionale Italiana, i Bersaglieri e i Carabinieri, che circondano il nucleo industriale. Al cancello d’ingresso trovano l’opposizione dei lavoratori e calano le baionette. Al segnale di trombe al fuoco, sparano sulla folla, sui tanti feriti e sulle vittime. Le forze dell’ordine parlano di sole due vittime e sei feriti trasportati all’Ospedale. Ma i morti sono almeno quattro: Luigi Fabbricini, Aniello Marino, Domenico Del Grosso e Aniello Olivieri. Sono questi i nomi accertati dei primi martiri della storia operaia italiana.

 

Il governo delle banane

Friday, April 29th, 2011

 

Oggi la Corte di giustizia dell’Unione europea ha, come previsto, bocciato il reato di clandestinità affermando che l’Italia non può punire con il carcere quei migranti irregolari che non rispettino l’ordine di abbandonare il Paese, come invece stabilito dal pacchetto sicurezza Maroni-Berlusconi del luglio 2009.
Dopo quest’ennesima bocciatura risuonerà il ritornello dell’Europa brutta e cattiva ma ancora una volta dobbiamo piuttosto constatare che l’Italia è messa nell’angolo per colpa di questo Governo delle banane, incapace e fallimentare.
Questa sentenza è soltanto una certificazione di quanto sapevamo già tutti da molto tempo, e cioè che la politica a trazione leghista del Governo nel campo dell’immigrazione non solo è un fallimento totale ma è pure contraria al diritto europeo. Quando si vuole gestire un fenomeno come l’immigrazione con il carcere o facendo patti con i dittatori non si può sperare di andare lontano, perché alla lunga il boomerang torna indietro.

REFERENDUM il NO della Confindustria contro la DEMOCRAZIA DEI CITTADINI

Tuesday, April 26th, 2011

La Confindustria è  passata all’ attacco: “Abbiamo chiesto noi lo stop al Nucleare.Era l’unico modo  per impedire il referendum. I sondaggii davano per scontato il raggiungimento del quorum e la vittoria dei SI. Il capitolo nucleare sarebbe stato chiuso per sempre e ancora più grave avremmo chiuso per sempre la privatizzazione dell’acqua”.

Una torta da oltre 64 miliardi nei prossimi 20 – 30 anni.

Ora i lobbisti dell’ ORO BLU scommettono sull’astensione degli italiani per lo scarso appeal dei quesiti referendari rimasti in piedi,  mentre la lobby dell’atomo aspetta il ripensamento europeo dopo aver fatto scrivere ai consulenti legali dell’Enel l’emendamento – cancella referendum -.

IL 12 GIUGNO DOBBIAMO ANDARE A VOTARE PER RISTABILIRE IL PRINCIPIO CHE IN DEMOCRAZIA LE DECISIONI DEI CITTADINI DEVONO PREVALERE SULLE LOBBY DEGLI INDUSTRIALI E DEI GOVERNANTI A LORO ASSERVITI.

25 APRILE

Friday, April 22nd, 2011

Facciamoli vergognare

Thursday, April 14th, 2011

Egregio onorevole,

lei ha votato a favore del cosiddetto “processo breve” mentre fuori dall’aula del Parlamento i familiari delle vittime del terremoto de L’Aquila, dell’incidente ferroviario di Viareggio, del rogo della Moby Prince protestavano con rabbia disperata. Queste persone così duramente colpite negli affetti temono che le nuove norme abbiano conseguenze negative sui processi attraverso i quali sperano di ottenere giustizia.Lei, evidentemente, è sicuro del contrario. Mai, da rappresentante del popolo, avrebbe votato una legge così ignobile. Una norma che offende non solo il senso della giustizia, ma il dolore di tante famiglie. Ha un modo per dimostrarlo. Dichiari pubblicamente che se, a causa delle nuove norme, anche uno solo di quei processi sarà ritardato, danneggiato, mutilato, prescritto, si ritirerà della vita politica e devolverà l’indennità percepita da oggi fino alla fine del suo mandato alle famiglie delle vittime delle stragi.

Inviamo questo messaggio per mail al nostro “preferito”. Per esempio, la mail di Angelino Alfano è  alfano_a@camera.it. Ed è questo lo schema di tutte le mail della Camera: cognome, trattino basso, prima lettera del nome e poi chiocciolina e Camera.it

Se avete dubbi digitate su google “mail camera dei deputati” e troverete facilmente la lista.

Facciamoli vergognare per tutta la vita. A partire da subito

NUCLEARE? NO GRAZIE – parte seconda

Thursday, April 7th, 2011

Non possiamo permetterci di perdere tempo: la lezione di Fukushima deve essere imparata al più presto.
Oggi a Strasburgo, al Parlamento europeo, sono in discussione alcune proposte di risoluzione sugli “Insegnamenti da trarre dall’incidente nucleare in Giappone per la sicurezza nucleare in Europa”.
Questa discussione è estremamente importante perché, se vogliamo tutelare la vita e la salute dei nostri cittadini, dobbiamo cominciare a piantare dei paletti molto precisi a livello europeo: su un tema come questo i vari Stati membri non possono più muoversi in ordine sparso. La proposta di risoluzione del Gruppo dei Socialisti & Democratici invita gli Stati membri a preparare strategie di medio-lungo termine per la fuoriuscita dai progetti nucleari. Nel frattempo, chiediamo il massimo della trasparenza a livello regionale e locale nell’accesso ai dati degli impianti nucleari, e questo deve valere anche nel caso di centrali installate presso confini di Stati membri, dato che eventuali incidenti nelle vicine centrali di Krsko in Slovenia o di St. Alban in Francia farebbero sentire i loro effetti anche in Italia.
Chiediamo inoltre di fare gli stress test e di farli con un controllo migliore di quello garantito dai singoli Stati; e chiediamo l’impegno di incrementare i minimi vincolanti di energie rinnovabili che erano previsti nell’Europa 2020 al 20% e chiediamo di portarli al 30% nel 2020 al 45% nel 2030, al 95% nel 2050.

L’AQUILA, DUE ANNI DOPO

Wednesday, April 6th, 2011

Ricorrono oggi due anni dal terribile terremoto che sconvolse l’Abruzzo. Delle promesse e dei miracoli è rimasto ben poco. Purtroppo, l’Aquila è la testimonianza materiale del fallimento, delle bugie e del cinismo del governo della destra. Oggi cerimonia con il presidente Napolitano.

 

CALIGOLA

Wednesday, April 6th, 2011

L’imperatore Caligola nominava senatore il suo cavallo, oggi Berlusconi ordina alla sua maggioranza di credere nello “zio Mubarak”: non so chi sia più perverso. Oggi, infatti, la Camera dei Deputati ha approvato la richiesta di elevazione di un conflitto di attribuzione, sul caso Ruby, nei confronti dell’autorità giudiziaria. Così facendo i “berluscones” vogliono sottrarre al tribunale di Milano il processo che inizierà domani per trasferirlo al tribunale dei ministri, organo che potrà procedere solo se autorizzato da un voto della Camera dei deputati. L’arroganza di Berlusconi sta assumendo proporzioni davvero inquietanti, nell’uso strumentale delle assemblee parlamentari e nelle modalità trasformiste con cui ne raffazzona le maggioranze: siamo ben oltre il limite della decenza istituzionale. C’è da chiedersi quanto grande sia il timore che Berlusconi ha della giustizia da indurlo a farsi scudo di una maggioranza raccogliticcia e asservita, al punto da utilizzare il proprio voto per negare l’evidenza perfino sulle parentele di Ruby. A quando uno scatto d’orgoglio?

NUCLEARE ? NO GRAZIE – prima parte

Monday, April 4th, 2011

Slovenia: ‘La centrale è pericolosa’

Si trova a meno di 200 chilometri da Trieste e poco più di 500 da Milano. La centrale di Krsko è già ora una delle più pericolose in Europa, essendo stata costruita in un’area sismica. Non sarebbe in grado di resistere a un terremoto superiore al 6 grado della scala Richter”.La denuncia è di Greenaction Transnational, associazione di ambientalisti italiani, sloveni, croati e dell’Est Europa.

Allarmismo? In funzione dal 1983, nel 2000 vennero installati nuovi reattori, ma nel 2008 si verificò una perdita nel sistema di refrigerazione primario del reattore, che fece attivare la procedura di spegnimento dell’impianto. Non fu riscontrata fuga radioattiva ma, secondo esperti di enti nazionali dell’Unione europea, tra cui l’Agenzia di sicurezza nucleare francese, l’incidente fu comunicato in forma errata e la Slovenia rifiutò la richiesta di ispezione da parte europea.