Archive for February, 2011

CONTRARI AL BLIZ DEL GOVERNO

Monday, February 21st, 2011

Una macroscopica anomalia. Un atto improprio. La riforma della giustizia sbandierata da Silvio Berlusconi è solo “presunta”, non “interessa tutti i cittadini ma è rivolta esclusivamente a lenire le ossessioni del premier”.

 “Con stupefacente impudenza, un presidente del Consiglio, imputato in quattro processi per reati comuni, pretende di far ingoiare al paese l’introduzione di nuove leggi a suo uso e consumo, pomposamente etichettate come riforma della giustizia”.

TENTANO IL BAVAGLIO

Friday, February 18th, 2011

In questi giorni, a fari bassi, il centrodestra sta tentando in commissione di vigilanza RAI un blitz che rischia di mettere ancora di più la sordina all’informazione italiana. La bozza Butti, che prevede fra le altre cose la rappresentanza dei partiti nei talk show proporzionale ai voti riportati, il doppio conduttore per le trasmissioni politiche, l’impossibilità per una settimana per tutte le trasmissioni di occuparsi di un tema già trattato da un’ altra trasmissione, è semplicemente illeggibile. Carlo Verna, segretario Usigrai, lo ha segnalato martedì invitando a partecipare ad un presidio in piazza San Macuto: «In piazza a San Macuto non saremo solo per la liberticida bozza di atto di indirizzo contro la quale tante voci autorevoli e trasversali si sono levate, ma anche per ricordare che in Rai ci sono sponde al bavaglio. C’è un Tg 1 che perde sempre più ascolti e credibilità, come dimostra il sorpasso fatto dal Tg 5. Minzolini vada anche lui a Sharm el Sheik al più presto, naturalmente con la sua carta di credito e non con quella aziendale». Ma le voci che si sono levate contro questo atto di indirizzo sono molte e provengono dalla Rai stessa come ad esempio quella del direttore del Tg2, Mario Orfeo, che intervistato dal Corriere on line ha dichiarato: «L’indirizzo che il Pdl vorrebbe far votare in Vigilanza? Un provvedimento molto preoccupante. Impedirà di fatto di fare del giornalismo a molti di noi, a molte trasmissioni. Mi auguro non solo che sia corretto ma anzi ritirato».

Mobilitazione “se non ora quando” 13 Febbraio Pisa ore 14,30 p.zza Sant’Antonio

Friday, February 11th, 2011

“Se non ora, quando?”. Poche parole che riassumono a dovere tanta indignazione e voglia di rialzare la testa. Parole che domenica ci uniranno tutte e tutti, a Pisa come nelle altre piazze d’Italia, sotto un’unica bandiera, quella con su scritto basta. Basta con il bunga bunga e le notti di Arcore, con la bellezza e la disponibilità come credenziali che fanno curriculum, il lettone del Premier come unica forma di ascensore sociale. Il presidente del Consiglio ha uno stile di vita, privata ma con ampi risvolti pubblici, che mette in ridicolo le istituzioni e calpesta la nostra dignità. Ci umilia e ci offende come persone, ancor prima che come donne. Quello che vige nella villa del Sultano, ma anche quello che emerge dalle intercettazioni e va in onda nei talk-show, è un modello comportamentale che non ci appartiene. Offre uno spaccato di relazioni tra l’uomo e la donna che appartiene al passato e lì deve rimanere. È fatto di scorciatoie, legittima il principio per cui qualunque mezzo è lecito per raggiungere il risultato, tranne ovviamente la capacità e l’impegno. “Se non ora, quando?” è lo slogan che deve dare la sveglia a questa società, dimostrare che siamo ancora capaci di reagire di fronte ad uno scandalo. Il silenzio, mai come stavolta, sarebbe segno di complicità. Per questo il Partito Democratico di Pisa aderisce alla manifestazione e chiede a tutti i nostri concittadini di partecipare dando un segnale di risveglio civico. Domenica alle 14,30 in piazza Sant’Antonio. Ce n’è bisogno. “Se non ora, quando?”.

“Raccolta firme “Berlusconi dimettiti”

Wednesday, February 9th, 2011

Presidente Berlusconi,
lei ha disonorato l’Italia agli occhi del mondo,

non ha più la credibilità per chiedere agli italiani un impegno per il cambiamento e con la sua incapacità a governare sta facendo fare al paese solo passi indietro. Lei dunque se ne deve andare via.

L’Italia ha bisogno di guardare oltre, per affrontare finalmente i suoi problemi: la crescita, il lavoro, un fisco giusto, una scuola che funzioni, una democrazia sana. Noi dobbiamo dare una prospettiva di futuro ai giovani. Con la sua incapacità a governare e con l’impaccio dei suoi interessi personali lei è diventato un ostacolo alla riscossa dell’Italia.

Per questo presidente Berlusconi lei si deve dimettere. L’Italia ce la può fare, dispone di energie e di risorse positive. È ora di unire tutti coloro che vogliono cambiare. È ora di lavorare tutti insieme per un futuro migliore.

Abbiamo avviato la raccolta firme della petizione “Berlusconi dimettiti”.

La petizione può essere sottoscritta presso il Piazzone angolo Cassa Risparmio di Volterra il sabato mattina 12 – 19 – 26 Febbraio e 5 Marzo.

Vi aspettiamo

Serracchiani: «Donne, firmiamo l’appello de l’Unità»

Friday, February 4th, 2011

Debora Serracchiani la mette giù chiaramente e con tono preoccupato: “Non è più un problema soltanto politico, è sociale, è di valori”. Dobbiamo scuoterci. E per iniziare le donne devono scegliersi quali modelli darsi, a quali valori ispirarsi. Perché le “scorciatoie” per ottenere una borsa alla moda andando a letto con un vegliardo non appartengono alla maggioranza delle persone. L’europarlamentare Pd, nei giorni passati a Strasburgo ha visto “l’immagine dell’Italia completamente devastata e deligittimata”: in questa intervista a l’Unità on line spiega come vive lo scenario di Ruby & amiche una quarantenne arrivata alla politica con un percorso originale, grazie al suo impegno e alle sue idee.

http://video.unita.it/media/Politica/Serracchiani_alle_donne_firmate_2146.html

CALA IL REDDITO DELLE FAMIGLIE E UN GIOVANE SU TRE E’ DISOCCUPATO. L’ISTAT CERTIFICA CHE PER MOLTI ITALIANI IL MIRACOLO DI ARCORE E’ DIVENTATO UN DRAMMA

Thursday, February 3rd, 2011

Stefano Fassina, Unità: “Per la prima volta da molti anni, il reddito delle famiglie italiane è caduto, in media, del 2,7%. Un dato di straordinaria gravità economica e sociale. Ancora più preoccupante considerato che, in Italia, le medie sono bugiarde. La media combina insieme condizioni diverse, anzi opposte: l`annullamento del reddito di un giovane precario, prima a 1000 euro al mese, poi senza lavoro e senza indennità di disoccupazione; la sforbiciata alla retribuzione di un operaio in cassa integrazione; l`incremento spensierato del reddito di un evasore fiscale che, grazie allo scudo-condono del ministro Tremonti, ha potuto comprare a prezzi stracciati “un`assicurazione” contro futuri accertamenti. Un`altra politica economica avrebbe potuto attutire e redistribuire in modo meno regressivo i contraccolpi economici e sociali della crisi. Non è vero che non si poteva fare di meglio poiché «la crisi è globale e l`Italia ha il terzo debito più elevato del mondo senza essere la terza economia del mondo» come ripete la propaganda berlusconiana. Il ritornello è servito a coprire scelte politiche precise. Scelte di destra. Il controllo del bilancio pubblico era ed è inevitabile, ma i costi potevano essere minori e distribuiti in modo equo. Invece, per non intaccare le rendite da finanza, da regolazione corporativa ed a evasione fiscale dei preziosi bacini elettorali della destra, le riforme sono state accantonate e si sono colpiti i lavoratori dipendenti, i giovani precari, i piccoli imprenditori, le famiglie a reddito basso e medio. Nella manovra triennale dell`estate 2008, invece di concentrare le poche risorse disponibili sulle situazioni di maggiore difficoltà (famiglie senza lavoro) e promuovere il futuro (scuola, università), si sono smantellate, infatti, efficaci misure anti-evasione, si è completata l`eliminazione dell`Ici per le fasce più ricche e si è imposto un non sostenibile salvataggio di Alitalia per adempiere ad una sciagurata promessa elettorale. Poi, messe al sicuro le rendite, e fatto il condono per i super ricchi, è arrivato il conto da pagare: tagli ciechi all`istruzione e ai trasferimenti agli enti locali e raddoppio dei costi delle mense scolastiche, aumento del 25% del costo dei biglietti e degli abbonamenti per i bus e treni, impennata delle tariffe per i servizi pubblici, perdita di assistenza per tanti anziani, cancellazione delle borse di studio, prosciugamento delle risorse per la cultura, decurtazione dei fondi per la garanzia del credito alle piccole imprese. E così via…”.

NEL DECRETO SUL FEDERALISMO RADDOPPIA L’IMPOSTA SUL PATRIMONIO DI ARTIGIANI E COMMERCIANTI. IL TESTO DEL GOVERNO E’ PIENO DI PASTICCI.

Wednesday, February 2nd, 2011

In realtà una patrimoniale incombe davvero sugli italiani: è quella prevista nel testo del quarto decreto legislativo per l’attuazione del federalismo messo a punto dal ministro leghista Roberto Calderoli. Addirittura raddoppia l’imposta sui beni di commercianti e artigiani. E non è nemmeno l’unico pasticcio contenuto in un provvedimento che di federalismo ha solo il nome.

Il Pd vuole una riforma federalista (non bisogna dimenticare che l’autonomia degli enti locali e delle regioni nasce dalla battaglia e dall’impegno che nei decenni ci hanno messo politici e amministratori del centrosinistra). Ma deve essere un federalismo vero, efficace, efficiente. Con il provvedimento di Calderoli, invece, si pagheranno più tasse (anche al Nord), ci sarà un carico più forte sui patrimoni dei piccoli imprenditori e non si risolvono i problemi.

Questa sera il Pd riunirà i gruppi parlamentari per discutere e prendere una decisione finale su come votare domani. Ieri ne ha discusso la segreteria nazionale del Pd (in coda alla nota il comunicato).

“L’UOMO DELLA LIBERTA’ CONTRO IL PARTITO DEL TASSA E SPENDI”.

Tuesday, February 1st, 2011

La lettera con la quale il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha lanciato ieri la sua proposta bipartisan su Il Corriere della Sera era un missile a testata multipla: se il Pd abboccava, il premier avrebbe imbrigliato l’opposizione in un dibattito stravagante sulla riforma dell’articolo 41 della Costituzione, cioè sul solito tema del ciascuno faccia ciò che vuole, garantendosi così tempo di sopravvivenza e la copertura mediatica dei problemi personali. Avendo giustamente tutte le opposizioni risposto picche è scattata la seconda testata, quella vera: l’avvio della campagna elettorale sul tema “con me fate quello che vi pare, senza limiti, con gli altri vi beccate le tasse”. E’ la stessacampagna elettorale con la quale ha vinto nel 1994, nel 2001 e nel 2008. La campagna è basata sul nulla. Berlusconi non ha mai fatto ciò che ha promesso. E ciò che promette non ha senso tecnico: togliere lacci e lacciuoli con una legge costituzionale (ci vorrebbero alcuni mesi a vararla, considerate le procedure) e parlare di defiscalizzare il Sud dopo aver previsto aumento delle addizionali Irpef e degli altri balzelli locali nei decreti sul federalismo è in palese contraddizione, è una solo commedia. Tuttavia, venerdì nel Consiglio dei ministri verranno approvati i disegni di legge e telegiornali e giornali compiacenti parleranno del a grande scossa che verrà, degli stati generali dell’economia, del nuovo corso prossimo venturo. Lo schema è ridicolo, ma non per questo inefficace. Berlusconi ci ha già vinto le elezioni. Gli imprenditori cedono sempre al richiamo della libertà da tutto e da tutti. I grandi giornali ne restano affascinati. La commedia va non solo contrastata ma continuamente e ripetutamente smontata (così come il Pdl continuamente tenterà di rianimarla). E sul vero problema dei conti pubblici edell’economiaitalianocontinuerà ad essere steso un velo, perché Berlusconi di far pagare gli evasori fiscali proprio non ha desiderio:ne parla, ma tanto per dire, perché sono il suo elettorato. Mario Deaglio, La Stampa: “La lotta all`evasione può essere la vera «frustata» al cavallo anche perché il livello attualmente stimato dell`economia sommersa è pari circa al doppio di quello degli altri Paesi europei, ossia un quarto del prodotto lordo. Riportare l`economia sommersa a un livello europeo è un obiettivo al tempo stesso decoroso ed efficiente sul quale sarebbe possibile raccogliere un largo consenso. Il percorso di uscita dalla crisi sarà comunque complesso. Non ci sono «uomini del destino» in grado di riparare con un tratto di penna, fosse anche una modifica costituzionale, a un guasto che si è accumulato in vent`anni”.