Archive for May, 2010

La bancarotta resta dietro l’angolo

Friday, May 28th, 2010

Olanda e Germania sono tra i pochi Paesi di Eurolandia che questa settimana non hanno dovuto presentare in fretta a furia misure d’austerità. A differenza dell’Italia, sulla quale sta per cadere la scure di Tremonti, queste nazioni sono solide e per ora non corrono il rischio di essere trascinate nel gorgo dell’insolvenza. Le altre, Portogallo, Irlanda, Italia, Grecia, Spagna e Gran Bretagna, da settimane lottano per la sopravvivenza.La situazione è gravissima: come un de-ja-vu della crisi dei mutui spazzatura americani, solo che questa volta alla radice c’è il debito sovrano. Due anni e abbiamo raggiunto l’ultimo anello della catena di Sant’Antonio della finanza globalizzata: a chi passare il debito? Alla Banca Centrale Europea (Bce)? Improbabile. Secondo uno studio della Royal Bank of Scotland, quello accumulato da Grecia, Spagna e Portogallo ammonta a circa duemila miliardi di euro, di cui almeno un miliardo si trova nei forzieri di Eurolandia. Economisti e analisti finanziari concordano che neppure la partecipazione attiva della Germania potrebbe sanarlo. Non ci sono abbastanza soldi. Ciò significa che per evitare il crollo del sistema bancario qualcuno dovrà fallire.

La prima in lizza è la Grecia. Sui mercati ormai tutti la danno per spacciata, solo la Bce le presta i soldi. I mille miliardi di euro messi a disposizione da Eurolandia non hanno convinto i mercati e senza di loro non si può procedere alla ristrutturazione del debito greco per ridurlo a cifre “pagabili”. Non rimane che la bancarotta e la successiva ristrutturazione come è successo per Argentina e Islanda. Nell’attesa che si arrivi a questa decisione e per attutire al massimo il colpo, la Bce rastrella sul mercato le obbligazioni greche, naturalmente utilizzando i soldi di noi i europei. Salverà questo sacrificio il sistema bancario? Non è facile dirlo. Come avvenne nel 2008, i prestiti interbancari all’interno e verso Eurolandia si stanno atrofizzando, segno che i mercati temono il peggio.

Il Libor, il London Interbank Offered Rate, quello al quale le banche si approvvigionano a vicenda, è risalito ai massimi del 2009, quando si temeva un congelamento totale dei prestiti interbancari. Allora intervenne la Riserva Federale, ma la Bce non ha i muscoli monetari per farlo. Fa paura pensare di essere tornati a quei momenti tragici del dopo Lehman e ancora più si teme il parallelo con la grande depressione del 1929 quando ci trovammo di fronte ad una crisi con due picchi, il secondo, quello micidiale, coincise con il crollo delle banche. A tenere le redini del destino di Eurolandia non sono i ministri delle Finanze ma il mercato.

Ed è per accattivarsi le sue simpatie che si è lanciata l’austerità, parola impronunciabile fino a poche settimane fa. Eppure da anni gli indicatori economici sono fuori dei paletti imposti dal trattato di Maastricht, solo mesi fa si sarebbero potute introdurre misure meno drastiche e improvvisate senza avere il fiato del mercato sul collo. Ma ormai lo sappiamo bene, questa classe politica lavora solo quando c’è la crisi e in gioco c’è la sua sopravvivenza, non quella del Paese che rappresenta, il resto del tempo fa spettacolo e campagna elettorale.

Le misure varate rispecchiano questa triste verità. Fatta eccezione della Gran Bretagna, dove un nuovo governo di coalizione è stato da poco eletto sulla piattaforma di austerità, tutti gli altri Paesi hanno raffazzonato una serie di tagli che colpiscono quella fetta sempre più piccola della popolazione che paga le tasse e che invece bisognerebbe sostenere nei momenti recessivi. Chi negli ultimi vent’anni ha intascato più del 60% della crescita del Pil, dagli Hedge Funds al crimine organizzato, non viene toccato perché ha imboscato i guadagni, ha evaso il fisco o semplicemente opera nel mondo dell’illegalità. Ecco uno dei motivi per cui i cittadini europei questa austerità non la vogliono.

In Italia si cerca di addolcire la pillola con l’usuale propaganda: si abbattono i salari nominali e quelli sociali, ma ci si vanta di non aver aumentato le tasse. Viene spontaneo pensare che il motivo sia solo lo scarso numero di chi le paga. Si condanna l’ennesimo obbrobrio edilizio per poterlo accatastare invece di far pagare una penale salatissima a chi lo ha commesso e costringere costoro anche ad abbattere queste costruzioni come avviene in Inghilterra e nella maggior parte dei Paesi civili. Propaganda, demagogia, austerità, neppure il bavaglio alla stampa salveranno la nostra classe politica e i loro tirapiedi dalla crisi economica. Che si tratti della tanto attesa resa dei conti?

I direttori dei giornali: “Fermate la legge bavaglio”

Tuesday, May 25th, 2010

È un evento inedito vedere schierati insieme i direttori di giornali, agenzie e televisioni dai più diversi orientamenti politici. Uniti in un documento comune pubblicato oggi su tutte le testate, per «fermare» il disegno di legge sulle intercettazioni. Altrimenti sono pronti alla «disobbedienza civile»: pubblicare intercettazioni e riassunti d’inchieste sul web, o lo stesso testo su trenta giornali, o all’estero.Nel dibattito organizzato ieri dalla Federazione nazionale della Stampa a Roma e a Milano in video-conferenza. Mancano all’appello solo il direttore del Tg1, Minzolini, e quelli dei tg Mediaset e La7. Belpietro non si è sentito. Tutti rivendicano il «diritto dei cittadini ad essere informati» e dei giornalisti a esercitare il «diritto dovere» di cronaca. Da Milano Ferruccio De Bortoli del Corriere della Sera, giudica il ddl «pericoloso per la democrazia e non solo per la nostra categoria». Ammette che «gli eccessi ci sono stati, ma si possono conciliare il diritto di cronaca, di critica e di riservatezza». Ezio Mauro di Repubblica, condanna la legge perché «irrazionale e irragionevole» e «spinge l’editore a entrare nelle redazioni». E accusa: «Alfano ha detto una menzogna, non siamo tutti sotto controllo: nel 2009 sono state fatte 120mila intercettazioni, meno che nel 2008, tra le 25 alle 80mila persone, lo 0,2% della popolazione, e per l’80% per reati comuni». Concita De Gregorio invita a stare attenti a «non fare rivendicazioni di categoria, perché questa legge danneggia tutti i cittadini».

Da Milano Vittorio Feltri de Il Giornale confida in una bocciatura della Corte Costituzionale per una legge, fatta «con l’intenzione di metterci nell’angolo e zittirci». Anche per Mario Calabresi de La Stampa «la privacy viene solo utilizzata come nobile scudo per creare degli ostacoli alla libera informazione». Anche il direttore de Il Tempo, Mario Sechi boccia il testo: «Un liberale non l’avrebbe mai scritta, è frutto di imperizia» degli «avvocaticchi» di Berlusconi. Unite nello stesso fronte Norma Rangeri de Il manifesto e Flavia Perina del Secolo e tante testate. C’è chi pensa che il testo possa essere migliorato, ma prevale la bocciatura totale. Ci sono Mineo per RaiNews24, il Tg2 di Orfeo e il Tg3 di Bianca Berlinguer con Pierluca Terzulli che osserva: «Per dare seguito ai dettati di Berlusconi la maggioranza è riuscita a compattare un fronte enorme, dal Csm agli Usa, dall’antimafia agli editori della Fieg», il cui presidente Malinconico ha portato la sua adesione. Roberto Natale, presidente Fnsi, spiega che non è accettabile neppure il ritorno al testo della Camera: «Dopo il voto, nel giugno 2009, il Capo dello Stato chiamò Alfano sul Colle e gli spiegò che quella legge non era adeguata ai dettati costituzionali». La mattina al Teatro dell’Angelo con le associazioni per il «No al bavaglio», Stefano Rodotà ha parlato di «menomazione della democrazia», una «legge truffa che imbavaglia i cittadini: senza informazioni non potranno più controllare chi governa».

I POSSIBILI TAGLI DEL GOVERNO

Monday, May 24th, 2010

Il governo ha sempre asserito che tutto andava per il meglio, forse ha esagerato in ottimismo tanto che sta per varare delle misure per raggranellare soldi freschi.

Ticket e sanità
Dal primo luglio ticket sulle prestazioni sanitarie di assistenza. 7,5 euro per la ricetta, per i cittadini esenti il ticket sarà di tre euro e scenderà a 2 il prossimo anno. 

Evasione fiscale

Nuovo redditometro sintetici a tappeto. Nel disegno di legge ci saranno nuove norme per rafforzare la lotta all’evasione fiscale. Torna anche la tracciabilità. 

Condono edilizio
I 2,5 milioni di case fantasma presenti nel territorio potrebbero essere regolarizzate con il pagamento delle imposte relative agli ultimi anni. Atteso un gettito di 6 mld.

Blocco dei contratti
Non si rinnovano i contratti del pubblico impiego per il triennio 2010-2013. I statali riceveranno solo l’indennità di vacanza contrattuale.

Grandi eventi
Colpo alla Protezione Civile spa. Tutti i fondi destinati ai grandi eventi devono avere il benestare del Tesoro. Il ruolo di Bertolaso si riduce molto. La norma avrebbe fatto infuriare Letta.

In pensione più tardi
Le finestre per le pensioni di vecchiaia passano da 4 a 2. Dal 2011 i dipendenti che maturano il requiesto nel corso del primo semestre andranno in pensione il primo gennaio successivo.

Tfr ritardato
Il Trattamento di fine rapporto per i dipendenti pubblici sarebbe spalmato in tre anni, anziché erogato entro tre (o sei) mesi
dal pensionamento.

Pedaggio G.R.A.
Il Grande raccordo anulare, l’anello di asfalto che circonda Roma per oltre sessanta chilometri, potrebbe non essere più gratis. La finanziaria prevede un pedaggio.

Pensioni di invalidità
A partire da gennaio le domande per gli assegni di accompagnamento non saranno accolte se il reddito personale supera i 25mila euro e 38mila nel caso di reddito cumulato.

Tagli a enti pubblici
Le Regioni contribuiranno alla manovra con un miliardo nel 2011 e 1,6 miliardi nel 2012. Tagli ai trasferimenti per 418 milioni e 1,1 miliardi dal 2011.

Soppressione enti (Isae)
Chiude l’Isae, Istituto di studi e analisi economica e le sue funzioni e i suoi dipendenti a tempo indeterminato passano al ministero dell’Economia. Soppresso anche l’Isfol.

Tagli ai ministeri
Tagli a tutti i ministeri. Le spese saranno ridotte dell’8% per il triennio 2011-2013. Esclusi il fondo ordinario delle università, le risorse per la ricerca.

… e ai parlamentari
Il trattamento economico di ministri e sottosegretari membri del Parlamento viene tagliato del 10% a partire dal 2010. Stessa sorte per i collaboratori diretti del ministero.

Blocco turn over
Per gli statali il blocco del turn over prorogato fino al 2013. Le amministrazioni possono avvalersi di personale a tempo determinato nel limite del 50% della spesa sostenuta.

Tagli alla Difesa
Passo indietro sulla Difesa Spa. Niente rinnovo contrattuale per il 2008 – 2009. Una misura che riguarda militari e Polizia. Risparmi dai 200 ai 700 milioni di euro.

 

 

L’ITALIA SPROFONDA! IL GOVERNO, PRONTO A TIRARLA SU, FA LE LEGGI CONTRO LE INTERCETTAZIONI!!!!!!

Thursday, May 20th, 2010

In un momento così complicato dove le borse affondano, l’euro vacilla, la disoccupazione soprattutto giovanile incombe, di cosa si occupa il nostro Parlamento nelle sue “magre” sedute?( come sappiamo i nostri deputati e senatori lavorano solo per due giorni alla settimana!!) Una domanda simile fatta ad qualunque cittadino europeo avrebbe come prevedibile risposta- Penso che i mille eletti, anzi nominati, stiano scervellandosi per dare una risposta alle preoccupazioni del popolo italiano- Assolutamente no, i nostri stanno discutendo un ddl sulle intercettazioni. Chi di voi ne sente l’impellente necessità? Crediamo quasi nessuno .Visto che l’informazione langue vogliamo mettervi la pulce nell’orecchio:

1 Avreste mai potuto sapere delle grasse e rivoltanti risate che si facevano i due imprenditori nel bel mezzo del terremoto dell’Aquila? La risposta è no.

 2  Avreste mai potuto sapere che il ministro Scaiola, a sua insaputa, aveva ricevuto centinaia di migliaia di euro per acquistare un appartamento? La risposta è ancora no .

3 Avreste mai saputo che il signor Bertolaso e compagnia utilizzavano la scusa delle grandi opere per farsi gli interessi propri? Non avreste mai saputo che la “cricca” ci stava scippando milioni di euro.

4  Avreste mai immaginato che medici e amministratori potessero lucrare sulla pelle di povere persone malate? No, eppure questo è accaduto nella clinica milanese”Santa Rita”.

Questi sono alcuni esempi dell’utilità delle intercettazioni per inchieste giudiziarie che altrimenti non avrebbero sbocco. La legge attualmente al vaglio del Senato metterà dei paletti tali che impediranno al cittadino di essere debitamente informato; le notizie si sapranno solo a tempo debito, cioè quando i buoi saranno ormai scappati. I giornalisti sono indignati perché, in caso di approvazione, rischierebbero multe salate e anche la prigione. Solo due case editrici, Mondadori e Einaudi, non battono ciglio: ci viene un sospetto ”Non è che si tratta di conflitto di interessi?” La risposta ci sembra abbastanza scontata. Intanto, per dimostrarci il suo amore per la privacy, la sottosegretario Santanchè afferma ” Non è giusto intercettare i poveri mafiosi in carcere”, come se non sapesse che proprio da lì partono in codice indicazioni e strategie. Complimenti vivissimi all’onorevole per il suo genuino rispetto di emeriti assassini.

 

P.S Così tanto per mandarla in farsa :l’onorevole Urso, a domanda sull’eventualità di elezioni anticipate, ha detto più o meno così: ”Ora non è il caso: ho preso un mutuo esorbitante e non  saprei come pagarlo.” Sic : quasi, quasi ci fa pena!!!!

Il governo delle spese folli ora dice: «tagli ai privilegi»

Tuesday, May 18th, 2010

Mentre prepara sacrifici per i lavoratori, la Destra riscopre la casta. E via agli annunci: giù gli stipendi dei politici del 5%, giù quelli dei burosauri, via le auto blu, via i portaborse, via le prebende. È un profluvio di dichiarazioni: Roberto Calderoli (abilmente) ha dato il via. Ieri ha parlato il suo «capo» Umberto Bossi: taglieremo gli stipendi dei magistrati. La Lega invoca la Bastiglia, la presa del Palazzo, per placare il popolo padano che chiede meno tasse e avrà la stangata. Gli altri inseguono, e rilanciano. Daniela Santanchè chiede di ridurre le auto blu, Gianfranco Rotondi di rinunciare a tre mensilità. Il ministro Giulio Tremonti si tiene distante, e con toni quasi sacrali (una citazione in latino) annuncia che «tutte le voci in questi giorni in circolazione sulla manovra sono tanto confuse quanto confusionarie. Nessuna decisione è stata presa e le decisioni prese saranno comunicate nelle forme appropriate». Meno di niente. Ma quanto sono credibili questi novelli rigoristi, questi Robin Hood in salsa italiana, che lanciano anatemi dalle stanze del (loro) potere? A parlare sono i fatti. Come quello che, ad esempio, ha portato alla nomina proprio della Santanchè a sottosegretario all’Attuazione del programma: incarico di dubbia necessità, visto che finora un ministro con quella delega (Rotondi) bastava e avanzava. Insieme alla politica con i tacchi a spillo è stata nominata un’altra donna sottosegretario, Laura Ravetto ai rapporti con il Parlamento. Altra poltrona non strettamente necessaria. Sta di fatto che in un sol colpo la spesa pubblica è aumentata di un milione l’anno. All’incirca quanto costano due alti magistrati della Corte di Cassazione. Per due poltrone inutili. Ma queste non sono che le ultimissime perle. Fin dall’inizio il governo Berlusconi non ha fatto altro che alimentare l’idrovora pubblica. Il centrosinistra aveva tagliato i voli di Stato, il nuovo governo ha eliminato la norma. I voli sono triplicati. Così come sono triplicati i dipendenti della Protezione Civile, la cui ultima infornata a inizio anno ha visto entrare nei ruoli 150 persone senza concorso. Per non parlare della fitta rete di norme che il governo prodi, nella sua prima Finanziaria, aveva elaborato per comprimere gli stipendi e tutti gli emolumenti (anche le consulenze) pubblici. Il tetto per i dipendenti e per chi lavorava ad altro titolo per lo Stato non poteva superare i 350mila euro annui. Se si sforava, era prevista una multa pari a 10 volte la somma eccedente il tetto. I piani su collaborazioni e consulenze dovevano essere inviati preventivamente alla Corte dei Conti. I vincoli riguardavano i ministeri e tutte le aziende a capitale pubblico. Rai inclusa. Tant’è che per pagare il cachet di Pippo Baudo a Sanremo fu necessario un emendamento. Era resa obbligatoria la pubblicità e la trasparenza. Si prevedeva inoltre che il premier desse notizia degli andamenti di spesa alle Camere entro il 30 settembre. Di tutto questo si è fatta tabula rasa. Un depotenziamento continuo, condito dai soliti slogan (come quelli di oggi) sui giornali. Renato Brunetta ha annunciato la sua cura «dimagrante» centinaia di volte: oggi si scopre che bisognerà forse congelare i rinnovi contrattuali. A cosa è servita la sua roboante riforma? Il ministro Tremonti ha invocato il rigore a chiunque chiedesse un accenno di politica economica. Oggi si scopre (sui giornali, gli addetti ai lavori lo sapevano anche prima) che c’è bisogno di una cura da cavallo per rispettare i vincoli europei. «È l’Europa che ce la chiede», spiega Bossi ai soliti padani. Come dire: noi non c’entriamo. Dove sono stati finora?

LA GIUNTA TOSCANA

Monday, May 17th, 2010

CONOSCIAMO IN MODO PIU’ DETTAGLIATO I COMPONENTI DELLA GIUNTA REGIONALE

ANNA RITA BRAMERINI

BRAMERINI

 

 

 

 

 

Competenze e incarichi

Tutela dell’ambiente e energia: gestione del ciclo dei rifiuti, tutela dell’ambiente dall’inquinamento, bonifiche dei siti inquinati. Difesa del suolo e servizio idrico integrato. Prevenzione del rischio sismico. Parchi, aree protette e biodiversità. Cartografia, servizio geologico, idrologico e politiche per contrastare l’erosione costiera. Attività d’indirizzo per l’ARPAT. Sicurezza di cave e miniere

Valutazione di impatto ambientale (VIA) e valutazioni ambientali e strategiche (VAS)

Biografia

Sono nata il 25 agosto 1968 a Castel del Piano, in provincia di Grosseto e risiedo a Grosseto.

Mi sono laureata in giurisprudenza all’Universitdi Siena. Ho iniziato giovanissima la carriera politica e sono stata eletta consigliere comunale ad Arcidosso nel 1995, dove ho ricoperto fino al 1999 il ruolo di assessore comunale alla cultura, pubblica istruzione e politiche sociali.

Nel 1999 sono stata rieletta nel consiglio comunale di Arcidosso e sono stata nominata assessore provinciale alla cultura, pubblica istruzione, politiche sociali.

Dal 2001 al 2004 ho avuto le deleghe a cultura, rifiuti e pianificazione territoriale.

Nel giugno 2004 sono stata riconfermata assessore con delega ad ambiente, energia, territorio.

Nel 2005, dopo aver vinto le primarie, sono stata eletta consigliere regionale nella circoscrizione di Grosseto e sono stata chiamata a far parte della Giunta regionale, ricoprendo il ruolo di assessore al turismo, commercio e termalismo, e poi dal luglio 2007 quello di assessore alla tutela ambientale e all’energia.

Amo la musica, gli animali, sono impegnata nel volontariato e ho giocato per anni nella squadra femminile di pallacanestro di Arcidosso.

In questa tornata elettorale sono stata eletta consigliere regionale nella lista del Pd nella circoscrizione di Grosseto dopo aver vinto ancora le primarie.

Il presidente moralizzatore

Friday, May 14th, 2010

Il giornali della destra accompagnano fedelmente l’ennesima metamorfosi berlusconiana. Il Cavaliere sente che le inchieste posso travolgere la sua classe dirigente  e tenta di tracciare un confine tra sé stesso e “quegli altri”. Libero e Il Giornale, all’unisono, scrivono oggi che “la rabbia popolare cresce”, e che “la gente si sente presa in giro”. E lui proclama senza se e senza ma che “chi ha sbagliato deve pagare”.

Dopo il presidente operaio, ecco allora il presidente moralizzatore. Inflessibile con chi ha “approfittato di lui” per farsi gli affari propri. Rabbioso contro chi lo ha ingannato per un pugno di lenticchie al Colosseo e dintorni.

Ben venga la svolta, perché anche in un mondo di ladri un ladro in meno è sempre meglio di un ladro in più.

Ma non sfugga il cinismo di chi, più di tutti, ha usato e abusato del concetto di gratitudine in politica, e oggi è pronto a scaricare chi gli  ha votato senza fiatare la legittima suspicione, la prescrizione ex Cirielli, il processo breve, almeno due Lodi e un bel legittimo impedimento.

E’ il partito carismatico che mangia sé stesso, tranne il capo  che a piacimento elargisce farfalline, dispensa perdoni o impartisce punizioni. E dove nessuno, tranne il capo, può sentirsi al sicuro.

I tagli alla scuola che il Pdl sembra ignorare

Tuesday, May 11th, 2010

Il Consigliere Provinciale del Pdl Gianluca Gambini consiglia al presidente Pieroni di premere sulla Giunta Regionale Toscana per mettere soldi sui progetti finanziati attraverso il cosiddetto decreto salvaprecari.

Sembra non sapere che questo decreto non prende minimamente in considerazione i non docenti, che sono la maggior parte delle persone (in provincia di Pisa 98 su 151) che, avendo avuto contratti a tempo determinato della durata di un anno o di nove mesi negli ultimi anni scolastici, non si sono visti rinnovare il contratto quest’anno e sono stati perciò, di fatto, licenziati; esclude tutti i precari che non hanno avuto un contratto di durata annuale nel 2008-2009 persino dalla priorità per le supplenze brevi; ai docenti che prende in considerazione offre solo ammortizzatori sociali (e questa è una partita – oltre che una presa – di giro: vengono chiamati con altro nome i limitati fondi per l’indennità di disoccupazione a cui questi lavoratori avrebbero avuto comunque diritto), la priorità per le supplenze brevi, la priorità per progetti di integrazione dell’offerta formativa  pagati dalle scuole con i fondi di istituto. Si vorrebbe che le Regioni mettessero soldi soprattutto su quest’ultimo punto.
Siccome non siamo tra quelli a cui piace che i Presidenti delle Giunte Regionali giurino nelle mani del Presidente del Consiglio preferiamo di gran lunga che la Toscana, invece di investire su un provvedimento di cui risultano aver usufruito a livello nazionale il 5% dei precari inseriti nelle liste,  abbia fatto un’altra scelta, del tutto autonoma, e che abbia concentrato gli scarsi fondi a sua disposizione per la scuola per garantire l’apertura di 44 sezioni di scuola dell’infanzia (10 in provincia di Pisa) che, sulla base dei tagli degli organici previsti dal governo, quest’anno sarebbero state chiuse.

 

E la richiesta che facciamo a Rossi è quella di attuare il suo programma elettorale, che considera la salvaguardia della qualità e della capacità di integrazione della scuola di base pubblica in Toscana una priorità della Regione.

A Gambini chiediamo invece di premere, lui e i suoi amici di partito, sul Presidente del Consiglio Berlusconi perché imiti i suoi colleghi capi di governo europei che, tutti indistintamente, considerano la scuola un settore strategico su cui investire e non uno spreco di spesa pubblica da tagliare. Potrebbe cominciare dal rimettere in discussione la legge 133/2009 che prevede tagli ingenti fino al 2012.

Massimo Baldacci (Responsabile scuola PD Pisa)

 

Miriam Celoni (Assessore Pubblica Istruzione Provincia Pisa)

 

 

Soldi buttati: tutti gli sprechi del governo

Friday, May 7th, 2010

I come incentivi, per una serie di prodotti che vanno dalle cucine ai motocicli agli elettrodomestici.È solo l’ultima voce del capitolo soldi buttati dal governo: un fondo di 300 milioni il cui accesso si è aperto e chiuso a metà aprile, nel giro di poche ore, data  l’esiguità delle risorse (nel complesso e per consumatore).L’elenco è lungo. Molti rivoli portano alla sanità e all’amministrazione pubblica dove, nonostante la propaganda del ministro Brunetta, è stato rimosso il limite del compenso per una serie di figure di vertice, e moltiplicate le consulenze. Solo la  commissione per l’attuazione del decreto del 2009, per dire, ha 5 componenti e una dotazione di 4 milioni. E la spesa pubblica aumenta insieme all’indebitamento. Politiche scellerate o inutili: soldi sprecati, che avrebbero potuto trovare impieghi più virtuosi, dal lavoro alla scuola. «Per tenere sotto controllo il deficit ci sono vari modi – commenta Stefano Fassina, responsabile economico del Pd – Il governo ha scelto quello che penalizza i più deboli, invece di sostenere l’economia reale, i lavoratori, le imprese».

Evasione fiscale: la mancata lotta ci è costata 7 miliardi
Quanto vale l’evasione fiscale in Italia? Qualcosa come 70 miliardi di euro come direbbero i tecnici del ministero delle Finanze, il 17% circa del Pil, ovvero 100 miliardi di euro di imposte evase, come risulta dalle statistiche ufficiali Istat? Impossibile dire con
precisione. Di sicuro, invece, c’è che l’attuale governo ha eliminato una serie di provvedimenti anti-evasione che il governo Prodi aveva messo a punto, dalla tracciabilità dei compensi ai conti correnti dedicati per i professionisti, mentre sono state ridotte le sanzioni e reintrodotti condoni, scudo fiscale compreso, che di certo noncontrastano comportamenti illegali. Morale: «Nonostante
il governo sbandieri la lotta all’evasione e le entrate derivate – dice Stefano Fassina, responsabile economico del Pd – abbiamo già perso l’equivalente di mezzo punto di pil, 7-8 miliardi. Solo l’Iva è crollata del 10%».

Alitalia: Tre miliardi al vento, solo pro-elezioni
Il cambio di rotta di Berlusconi per il salvataggio di Alitalia, che in campagna elettorale affossò l’offerta di acquisto presentata da Air France- Klm in favore della cordata Passera-Colaninno, ha significato gettare al vento circa 3 miliardi di euro. È il costo che nel «piano Fenice» aveva la creazione della Bad Company, finito in capo allo Stato, ovvero ai contribuenti. Da aggiungere, i costi per i viaggiatori del trasporto aereo italiano dovuti alla diminuzione della concorrenza interna e alla mancata liberalizzazione dei voli intercontinentali. L’impegno degli investitori «italiani» della Cai si è fermato amenodella metà dei francesi. Air France avrebbe preso il totale controllo della compagnia, avrebbe assunto più personale riducendo il numero degli esuberi a quota 2200, si sarebbe fatta carico dell’intero indebitamento. La nuova Alitalia è nata con 13.100 dipendenti contro i 17.500 di Alitalia ed i 3mila di AirOne.

Ici, meno 2,5 miliardi non restituiti ai Comuni
Il governo Prodi con la Finanziaria 2008 aveva incrementato le detrazioni sull’abitazione principale, diminuendo quindi l’Ici per tutti, ed esentando circa il40%delle abitazioni, quelle più modeste (fino a circa 100 euro l’anno). Berlusconi ha abolito la tassa comunale tout-court per tutti i circa 31 milioni di unità immobiliari ad uso abitativo, mettendo in seria difficoltà i Comuni che hanno dovuto protestare a più riprese per richiederne la restituzione, che pure era stata promessa fin dall’inizio. Di fatto, mancano ancora all’appello dei bilanci comunali circa 300 milioni. La mossa del governo è costata almeno 2,5 miliardi di euro. Gli unici che continuano a pagare sono coloro che vivono nei castelli, nelle abitazioni signorili o ville, calcolate in 40mila. Ma, ovviamente, nonc’è stata alcuna revisione catastale, nè prima nè dopo la manovra.

Il lavoro è il tema numero uno del Paese

Thursday, May 6th, 2010

Bersani al Congresso della CGIL: “Serve uno sforzo perché Paese, Governo e Parlamento si concentrino su questo e diano una mano sul fronte della crisi. Se non ci sono crescita e occupazione prima o poi i conti pubblici vanno in crisi”.

 

“Il tema “numero uno di questo paese si chiama lavoro: lavoro che non c’è, prospettiva nebbiosa per le nuove generazioni, crescita economica insufficiente”. Lo sostiene il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, che ne ha parlato al congresso della Cgil in corso a Rimini.
‘Il Pd – ha detto Bersani – deve avere, ha e avrà il suo punto di vista su temi come quello del lavoro che è crucialissimo. Governo e parlamento si concentrino su questo e diano una mano sul fronte della crisi perché se non c’é un po’ di crescita e di occupazione prima o poi i conti pubblici vanno in crisi. Io amerei – ha detto Bersani – che ciascuno per la sua parte si concentrasse sul tema numero che in questo paese si chiama lavoro; lavoro che non c’è, prospettiva nebbiosa per le nuove generazioni, crescita economica insufficiente”. Per Bersani è necessario quindi “uno sforzo perché Paese, Governo e Parlamento si concentrino su questo e diano una mano sul fronte della crisi. Se non c’è un po’ di crescita e di occupazione, prima o poi i conti pubblici vanno in crisi”.Tanti i tmei toccati nell’intervento del segretario del PD.

Scajola: ”Al di là delle doverosissime dimissioni di Scajola siamo di fronte a una vera giostra di stato: appalti secretati, pubblici ufficiali corrotti, soldi trasferiti illegalmente all’estero e poi, a quanto pare, ripuliti con lo scudo fiscale”. Lo sostiene il segretario del Pd Pierluigi Bersani, parlando a Rimini a margine del congresso della Cgil.
”Davanti a una cosa del genere – ha detto Bersani riferendosi alla vicenda Scajola – non si può dire: tocca solo alla magistratura, qui tocca al governo venirci a dire cosa c’è nel sottoscala di questa repubblica e fare veramente chiarezza su una vicenda che può essere ancora più torbida di quello che abbiamo visto fin qui”.

Grecia; Alla luce di quello che è avvenuto in Grecia, mi pare che anche l’Italia ”abbia la febbre alta”
”Evasione fiscale e corruzione – continua il segretario – da sempre hanno punti di collegamento, la Grecia e’ un paese che ha una quota di sommerso paragonabile al nostro. Per avere una buona tenuta dei conti pubblici bisogna innanzitutto occuparci di avere un po’ di crescita in più, perche’ con lo 0,8% non mettiamo a posto i conti. Poi dobbiamo preoccuparci di far emergere gran parte del sommerso. Mi pare che le ultime vicende ci dicono che abbiamo la febbre alta: bisogna preoccuparcene e occuparcene con decisione”.

Italia 150: Per Pierluigi Bersani, quelli di Napolitano sono appelli “che bisogna sempre ascoltare, il nostro modo di ascoltarli è presentare delle proposte in Parlamento, sui temi sociali, economici e istituzionali. Purtroppo – ha aggiunto Bersani – dall’altra parte c’è molta distrazione e anche inconcludenza, speriamo che le cose migliorino, ma purtroppo non ne vedo granchè le condizioni”

Quella di Epifani al congresso della Cgil è stata, secondo il segretario del Pd Pierluigi Bersani, “una bella relazione, una relazione seria che ha messo al centro il tema dei temi, ovvero il lavoro e che ha dato indicazioni piuttosto precise su come si può procedere”.
Bersani ha raccolto l’invito “a dar luogo a iniziative straordinarie sui temi dell’occupazione: è giusto che le forze sociali si esprimano, bisogna che il governo si decida che il problema c’è, e che occorre fare qualcosa. Questo è il messaggio che viene dalla relazione di Epifani e che io condivido”. Quanto ai rapporti con Cisl e Uil, per il segretario del Pd “c’è stata la sottolineatura di elementi di difficoltà ma anche la proposta per cominciare a superarli, sentiamo cosa diranno domani gli altri”.

Grecia paralizzata, tafferugli in piazza, paese allo sbando

Wednesday, May 5th, 2010

La Grecia è paralizzata. Le manifestazioni odierne ad Atene e in altre citta’ della Grecia cui hanno preso parte decine di migliaia di persone contro il piano di austerita’ sono ”le piu’ grandi mai tenutesi” nel paese, ha annunciato la confederazione del settore privato Gsee. In un comunicato il sindacato afferma che la partecipazione allo sciopero generale e’ stata del 100%. Gli scontri in piazza sono stati violenti, a partire dai tafferugli davanti al parlamento ad Atene. La polizia ha risposto con gas lacrimogeni all’attacco di gruppi di giovani ai margini della manifestazione contro il piano di austerita’. Secondo fonti giornalistiche incidenti sono avvenuti anche a Patrasso e Salonicco. Giovani a faccia scoperta continuano ad attaccare davanti al parlamento ateniese la polizia con lanci di pietre e di bombe molotov. Gli agenti rispondono con brevi cariche. Non ci sono notizie di feriti o fermi. Gli incidenti piu’ gravi sono segnalati a Patrasso dove la polizia ha fatto uso piu’ volte di bombe lacrimogene contro gruppi di dimostranti violenti ai margini delle manifestazioni ufficiali che hanno anche dato fuoco a cassonetti dell’immondizia. Incidenti non gravi a Salonicco, a Ioannina e a Corfu. E’ l’apice della grande manifestazione che da stamattina sta paralizzando il Paese. Decine di migliaia di persone sono scese oggi in piazza ad Atene in occasione di uno sciopero generale contro il piano di  austerita’ deciso dal governo.Dopo le manifestazioni e l’astensione dal lavoro proclamate ieri dal sindacato dei dipendenti pubblici Adedy e da quello comunista Pame, la protesta oggi si e’ estesa e trasformata in sciopero generale con la discesa in campo della confederazione
del settore privato, Gsee. Lo sciopero generale, il terzo dall’inizio della crisi e il primo dopo l’annuncio delle nuove misure di austerita’, sta fermando il paese oscurato da un black out informativo, a causa dello sciopero dei giornalisti, e bloccato dallo stop al traffico aereo, ferroviario, marittimo e urbano (questo parziale per consentire l’arrivo dei manifestanti). Sono chiusi inoltre ospedali, scuole, banche, uffici pubblici e negozi (questi ultimi con l’eccezione di Atene).
Il piano di austerita’, che deve essere votato in parlamento domani, e’ criticato, oltre che dai sindacati, da tutta l’opposizione politica che, a cominciare da Nuova Democrazia (ND, centrodestra), votera’ contro. Unica eccezione, forse, il piccolo partito di estrema destra Laos. La legislazione ha tuttavia sulla carta l’approvazione garantita grazie alla maggioranza di 160 seggi su 300 di cui gode il partito di governo Pasok.

Il piano concordato con Ue-Fmi in cambio di 110 miliardi di euro in tre anni, prevede nello stesso periodo una riduzione della spesa per 30 miliardi grazie al congelamento dell’impiego e a tagli su salari e pensioni per i dipendenti pubblici, riforma fiscale con aumento dell’Iva e delle imposte su carburanti, alcolici, sigarette e beni di lusso. Nonche’, in virtu’ della riduzione delle indennita’ di licenziamento e degli straordinari, l’estensione della possibilita’ di licenziare nel settore privato.
Contro il piano sono scesi oggi in piazza, con slogan contro il governo l’Ue e il Fmi, operai, impiegati, agricoltori, studenti, professori e pensionati, insieme all’intera sinistra parlamentare ed extraparlamentare e al movimento anarchico, con marce e concentrazioni in tutto il paese.

 

LA GIUNTA TOSCANA

Tuesday, May 4th, 2010

CONOSCIAMO IN MODO PIU’ DETTAGLIATO I COMPONENTI DELLA GIUNTA REGIONALE

 SALVATORE ALLOCCA

allocca

 

 

 

 

 

 

 

Competenze e incarichi

Iniziative per il welfare sociale regionale: interventi in materia di infanzia, giovani e famiglie; immigrazione e popolazioni nomadi, marginalità sociali, questioni carcerarie e servizio civile regionaleSportEdilizia residenziale pubblica e politiche per fronteggiare l’emergenza abitativa e gli sfrattiPolitiche per la tutela dei consumatori e utenti

Biografia

Sono nato a Roma il 28 maggio 1947, ma da anni vivo a Grosseto.
E’ qui che sono stato eletto senatore alle elezioni politiche del 9 aprile 2006.In Senato, dove sono rimasto fino al 2008, ho fatto parte della X Commissione permanente industria, commercio e turismo, della XIV Commissione politiche dell’Unione Europea, della Commissione per le questioni regionali e della Commissione d’inchiesta sull’efficacia e l’efficienza del servizio sanitario nazionale.Attualmente sono membro della segreteria regionale toscana di Rifondazione Comunista.

Ho conseguito la maturità scientifica a Roma nel 1968 e l’abilitazione magistrale a Grosseto nel 1974. Nel 1975 la laurea a pieni voti in materie letterarie alla Sapienza di Roma e nel 2004 il master in comunicazione biosanitaria a Pisa. Sono dipendente della Usl di Grosseto

Mi sono iscritto al Pci nel 1966 e ho avuto incarichi territoriali fino al 1991, quando mi sono iscritto al partito della Rifondazione Comunista. Ho avuto incarichi territoriali e nazionali. Sono stato segretario della federazione di Rfc di Grosseto dal 2001 al 2004 e responsabile dell’organizzazione della segreteria regionale del Prc dal 2008.

Nelle istituzioni sono stato consigliere comunale e capogruppo prima a a Campagnatico e poi a Grosseto, prima di essere eletto in Senato.

 

L’ammezzato di Scajola

Monday, May 3rd, 2010
Scajola fa rima con “Sòla”. Se non altro quella romanissima che il ministro si illude di poter rifilare agli elettori raccontando favole amène sulla sua povera casetta di via del Fagutale. Dopo prime dichiarazioni difensive da non dimenticare (frasi come “E’ stato violato il segreto istruttorio!” o “Si sta cercando di mettere in mezzo mia figlia!”) Scajola ha rilasciato ben tre interviste esilaranti con cui pretende di far credere agli italiani che ha pagato una casa di dieci stanze in un condominio esclusivo con vista sul Colosseo quanto un quadrilocale al Tiburtino terzo con terrazzino abusivo. Spiega che lui è di Genova, è che per questo non si è reso conto di un prezzo così incongruo. Ha detto che l’architetto Zampolini, quello che ha concluso l’acquisto, lo conosceva appena: “era uno che si era offerto di aiutarmi a trovare casa”. Ci regala perle meravigliose come: “In realtà si tratta di un ammezzato” (180 metri quadri). La casa è stata pagata un milione e mezzo di euro, lui ne ha pagati solo seicentomila. Il bello è che ci sono quattro testimoni che raccontano una realtà diversa: 900 mila euro sono arrivati in assegni circolari, 80 per la precisione, pur di poter aggirare – per un ministro come lui evidentemente deve essere un obbligo morale – la legge anti-riciclaggio.
fonte: http://antefatto.ilcannocchiale.it/glamware/blogs/blog.aspx?id_blog=96578