Archive for the ‘PD’ Category

Primarie per i parlamentari, i risultati a Castelnuovo VdC

Monday, December 31st, 2012

Gabriele Toti nessunvoto
Samuele Agostini 7 voti
Federico Gelli 69 voti
Antonella De Feo 3 voti
Ylenia Zambito 8 voti
Paolo Fontanelli 24voti
Maria Grazia Gatti 57 voti

PRIMARE PD UN GRANDE SUCCESSO

Monday, December 3rd, 2012

Ringraziamo gli oltre 200 concittadini del nostro Comune che si sono registrati e che hanno votato per le Primarie del Partito Democratico.

Una grande prova di Democrazia che ci rende ottimisti per il futuro.

RISULTATI VOTO

PRIMO TURNO  25 NOVEMBRE 2012

RENZI        88

BERSANI   83

VENDOLA  24

PUPPATO   12

TABACCI       4

BALLOTTAGGIO 2DICEMBRE 2012

BERSANI 107

RENZI         90

IMPEGNO ECOLOGICO? NON PERVENUTO

Friday, September 21st, 2012

Nel mese di agosto del 2006, con roboanti articoli sui giornali locali, la lista “Alternativa per il Comune” allora all’opposizione, in un impeto ecologista, denunciò addirittura con un ESPOSTO al ministro dell’ambiente i danni ad una plurisecolare pianta di cerro  causati dall’ENEL nel realizzare una condotta destinata a trasportare vapore geotermico, danni che comunque non compromisero in modo serio la pianta che a oggi è sempre lì viva e vegeta, ma che permisero loro di infamare l’amministrazione Battaglini.

 Che fine ha fatto l’impegno ecologista di “Alternativa per il Comune” ora che sono loro ad amministrare?

 Forse l’hanno esaurito piazzando un’ aiuola-rotatoria all’ingresso del paese vicino alla sede comunale  o forse ignorando il probabile inquinamento ambientale presente all’altro ingresso del paese e che è stato addirittura oggetto di una interrogazione parlamentare?

 O forse eliminando completamente il giardino della residenza per anziani, circondandola da un parcheggio realizzato tagliando addirittura alberi secolari che davano ombra e relax agli “abitanti” della RSA?

Molto probabilmente il parcheggio si poteva realizzare lo stesso, senza abbattere tutti gli alberi e senza chiudere in “casa” i poveri vecchietti.

 Ma certo da un’amministrazione di improntata al “Berlusconismo” tutta feste, bellezza, vanità e immagine non c’è impegno per gli anziani, non rispettano questi canoni è quindi è bene non mostrarli, tanto muoiono presto e non votano!

 Che dire, forse il loro massimo impegno ecologista ed estetico è stato smantellare il “Pallone Geodetico”, sostituirlo con una “bellissima antenna della Ericsson” e tenere i mezzi comunali a deteriorarsi all’aperto pagando addirittura l’affitto del terreno per ospitarli.

 A voi cari concittadini la sentenza per noi il voto da assegnare è uno bello ZERO

LA LEGGE DOVREBBE ESSERE UGUALE PER TUTTI

Monday, August 27th, 2012

Atto Camera

Interrogazione a risposta scritta 4-17052

presentata da

ERMETE REALACCI

giovedì 19 luglio 2012, seduta n.669

 

- Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare.

Premesso che:

 

come risulta da alcuni articoli apparsi sulla stampa locale, tra cui un pezzo pubblicato dal quotidiano «Il Tirreno» dello scorso 7 ottobre 2011 e da proteste promosse dai residenti, all’entrata del territorio comunale di Castelnuovo Val di Cecina (Pisa) insiste un’area, di proprietà della soluzione S.r.l, di Idilio Masi, in cui sono ammassati oggetti della natura più varia e rifiuti speciali come ad esempio vecchi pneumatici.

 A quanto si apprende la Soluzione S.r.l. è una delle 3 aziende italiane titolari di un appalto di recupero in conto vendita di beni dismessi dallo Stato tramite la Croce rossa italiana od a essa donati.

All’atto di vendita una parte del ricavo va in favore della Croce rossa italiana, una parte, nella fattispecie, rimane a beneficio della società di Masi.

Nell’area sopraccitata sono ammassati oggetti anche di grosse dimensioni: macchine, caravan della CRI, mezzi militari, anche risalenti ai due conflitti mondiali, motopescherecci, lance della polizia di Stato o della Guardia di finanza, batterie, pneumatici militari e non, indumenti ed alcuni rifiuti classificabili come RAEE, ovvero «rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche», il cui

stoccaggio, trasferimento e recupero sono regolamentati dalla direttiva RAEE (o Direttiva WEEE, da «Waste of electric and electronic equipment»), recepita in Italia dal Decreto «RAEE», n. 208 del 2008;

risulta all’interrogante che per determinate tipologie di rifiuti è presumibilmente alto il rischio del suolo nelle aree interessate dallo stoccaggio di materiali, come: batterie, motori, RAEE ed oli esausti

Si chiede:

se il governo sia a conoscenza della questione e se non ritenga opportuno, anche per tramite degli uffici territoriali del Governo, e del comando carabinieri per la tutela dell’ambiente verificare la condizione del rimessaggio e la sua conformità alla normativa europea e nazionale sullo stoccaggio dei rifiuti da parte della soluzione s.r.l. (4-17052)

NON DIMENTICHIAMO LA STRAGE DEL 2 AGOSTO 1980

Friday, August 3rd, 2012

Il 2 agosto 1980 alle 10:25, nella sala d’aspetto di 2ª classe della stazione di Bologna, affollata di turisti e di persone in partenza o di ritorno dalle vacanze, un ordigno a tempo, contenuto in una valigia abbandonata, esplose, causando il crollo dell’ala ovest dell’edificio. L’esplosivo, di fabbricazione militare, era posto nella valigia, sistemata a circa 50 centimetri d’altezza su di un tavolino portabagagli sotto il muro portante dell’ala ovest, allo scopo di aumentarne l’effetto[1]; l’onda d’urto, insieme ai detriti provocati dallo scoppio, investì anche il treno Ancona-Chiasso, che al momento si trovava in sosta sul primo binario, distruggendo circa 30 metri di pensilina, ed il parcheggio dei taxi antistante l’edificio. L’esplosione causò la morte di 85 persone ed il ferimento o la mutilazione di oltre 200. Manifestazione di protesta in Piazza Maggiore a Bologna, durante la celebrazione dei funerali delle vittimeLa città reagì con orgoglio e prontezza: molti cittadini, insieme ai viaggiatori presenti, prestarono i primi soccorsi alle vittime e contribuirono ad estrarre le persone sepolte dalle macerie ed, immediatamente dopo l’esplosione, la corsia di destra dei viali di circonvallazione del centro storico di Bologna, su cui si trova la stazione, fu riservata alle ambulanze ed ai mezzi di soccorso. Dato il grande numero di feriti, non essendo tali mezzi sufficienti al loro trasporto verso gli ospedali cittadini, i vigili impiegarono anche autobus, in particolare quello della linea 37, auto private e taxi. Al fine di prestare le cure alle vittime dell’attentato, i medici ed il personale ospedaliero fecero ritorno dalle ferie, così come i reparti, chiusi per le festività estive, furono riaperti per consentire il ricovero di tutti i pazienti. L’autobus 37 divenne, insieme all’orologio fermo alle 10:25, uno dei simboli della strage. Nei giorni successivi la centrale Piazza Maggiore ospitò imponenti manifestazioni di sdegno e di protesta da parte della popolazione e non furono risparmiate accese critiche e proteste rivolte ai rappresentanti del Governo, intervenuti il giorno 6 ai funerali delle vittime celebrati nella Basilica di San Petronio. Gli unici applausi furono riservati al presidente Sandro Pertini, giunto con un elicottero a Bologna alle 17.30 del giorno della strage, che in lacrime affermò di fronte ai giornalisti: «non ho parole, siamo di fronte all’impresa più criminale che sia avvenuta in Italia»

TERREMOTO

Wednesday, May 30th, 2012

 

IL PD RACCOGLIE FONDI PER SOSTENERE LE COMUNITA’ COLPITE.

Il PD dell’Emilia-Romagna, in collaborazione con la Segreteria nazionale del PD, ha promosso una raccolta fondi a sostegno delle comunità coinvolte.

Il PD dell’Emilia-Romagna, d’intesa con il partito nazionale e con le Unioni provinciali di Modena e Ferrara, ha aperto il conto corrente su cui è possibile da subito fare versamenti.

Questo l’iban da utilizzare per inviare i fondi:

IT02 N031 2702 4100 0000 000 1 494,

pressoUNIPOL BANCA

Intestato “EMERGENZA TERREMOTO EMILIA-ROMAGNA -Partito Democratico Emilia-Romagna“.

Causale “Emergenza terremoto

IL DISFATTISTA

Friday, May 11th, 2012
L’ex premier Silvio Berlusconi sul sito web ragionpolitica.it ha definito l’Italia come “un Paese ingovernabile”.
Bisogna constatare che, mentre il Paese stringe i denti e fa sacrifici per venire fuori dalla crisi, circola per le nostre strade un disfattista incosciente che sparge il veleno della sfiducia.
Sono ingiustificabili le ragioni che possono spingere un personaggio come Berlusconi, ancora molto influente e nel pieno nelle sue responsabilità politiche, a trinciare con noncuranza questi giudizi di mussoliniana memoria sul nostro sistema istituzionale: sarà pieno di difetti ma un politico che ama il proprio Paese deve lavorare a migliorarlo, non contemplarne cupamente i limiti.
Proprio per lasciarci alle spalle climi e personaggi di questo tipo dobbiamo impegnarci allo spasimo per cambiare le cose in questo Paese, rinnovare la classe dirigente che ha deluso o tradito le attese, e fare dell’Italia un Paese finalmente e semplicemente normale.
 

 

FESTA DELLA LIBERAZIONE DAL NAZI-FASCISMO

Wednesday, April 25th, 2012

Ricordo di MIRIAM

Wednesday, April 11th, 2012

 

Vogliamo ricordare Miriam Mafai pubblicando l’ultimo articolo che ha scritto per Repubblica il 2 febbraio scorso:

“Ma Cassino non esiste più…”, ci raccontava Pina Savalli, la nostra amica che da qualche settimana si era trasferita lì per organizzare il trasferimento dei bambini, i più affamati, i più ammalati verso le ospitali case dei contadini emiliani. Pina Savalli era un bravo medico ma noi pensavamo che esagerasse. Invece aveva ragione: Cassino non esisteva più. Cancellata prima dai bombardamenti per lo sfondamento della Linea Gustav, e poi dall’avanzata delle truppe alleate verso Roma, Cassino si presentava ormai, nell’inverno tra il 1945 e il 1946, come un campo di battaglia, abbandonato, coperto da una palude di melma e di fango, interrotto dai lugubri cartelli “go slowly; death is so permanent”. E i bambini, che avevano avuto la sventura di nascere a Cassino e nei paesi vicini, figli di poveri contadini, vivevano, o meglio sopravvivevano, prime vittime della guerra, nelle grotte, nelle case semidistrutte, nelle baracche, esposti da mesi al freddo alle malattie alla fame.
Fu il Congresso comunista del dicembre del 1945, a lanciare, da Roma, un appello per la salvezza dei bambini di Roma e del Sud. E immediatamente giunsero le offerte delle famiglie emiliane disposte ad ospitare, per il tempo necessario, i piccoli meridionali affamati e malati. Ho partecipato, allora, alla organizzazione della partenza dei bambini romani per le accoglienti famiglie di Modena e Reggio Emilia. A Roma, a poco più di un anno dalla liberazione, si pativa ancora il freddo e la fame. Nelle case di Primavalle, del Quadraro, del Quarticciolo si viveva di miseria e di espedienti. E noi andavamo di casa in casa a chiedere chi voleva affidarci un bambino per mandarlo a vivere, per qualche tempo, presso una famiglia emiliana che lo avrebbe nutrito, rivestito, mandato a scuola, se necessario curato. Mi chiedo ancora, a distanza di tanti anni, come ci riuscimmo.
La fame doveva essere tanta, e tanta la fiducia in noi se ci riuscimmo. E a metà gennaio, da Termini partì il nostro primo treno speciale per Modena carico di scalpitanti irrequieti bambini romani. Poi fu la volta di Cassino, la zona che è rimasta giustamente simbolo della massima distruzione ed emergenza. Cassino non esisteva più, e i paesi intorno erano ridotti a macerie. Ma tra quelle macerie, in quei tuguri vivevano ancora i superstiti di quella tragedia, donne, uomini e bambini. Li andarono a cercare Pina Savalli, e altre nostre amiche, tra cui la professoressa Linda Puccini e l’efficientissima Maria Maddalena Rossi, che ritroveremo poi deputato alla Costituente. Ci vollero quasi due mesi di lavoro a Frosinone per vincere i sospetti (“ma dove li portate?”,”quando torneranno?”) e organizzare, superata l’emergenza, le prime partenze. Ma finalmente, i primi treni di bambini ospiti delle generose famiglie emiliane partirono anche da lì. E Pina Savalli, la nostra amica medico che era stata tra le organizzatrici di quel trasferimento, ci raccontava, anche anni dopo, quella vicenda con la stessa passione ed emozione. “Se quei bambini fossero rimasti lì” – diceva – “in quelle baracche o in quelle caverne in cui li avevamo trovati sarebbero certamente morti o, se sopravvissuti sarebbero rimasti gravemente menomati, malaticci, disadattati, esposti a tutte le malattie…”. E invece no. L’emergenza era stata superata, e quei bambini si erano salvati.

LAVORO, IL GOVERNO FORZA LA MANO

Thursday, March 22nd, 2012

 

Nell’incontro a palazzo Chigi con i segretari dei partiti che sostengono il governo di emergenza il presidente del Consiglio Mario Monti aveva preso l’impegno a ricercare l’intesa con le parti sociali, nella consapevolezza che la coesione sociale gioca un ruolo decisivo per il superamento delle difficoltà e che la crisi sta producendo effetti molto pesanti nella società. 

La soluzione adottata nel confronto con le parti sociali non ha seguito questo schema, anche a fronte della proposta dei sindacati di adottare per l’articolo 18 il sistema tedesco (proposta messa sul tavolo dalla Cisl e dalla stessa Cgil).  

Il Pd aveva annunciato chiaramente che avrebbe accettato qualsiasi soluzione fosse venuta da un accordo complessivo con le parti sociali proprio in considerazione dell’importanza che il Partito democratico assegna al tema della coesione sociale e della condivisione degli obiettivi.  

I fatti sono andati in modo diverso. Ieri sera il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, è stato chiaro nel corso della trasmissione televisiva Porta a Porta.  

Primo: “Non ci può essere un prendere o un lasciare”.  

Secondo: l’idea che la forzatura nei confronti dei sindacati sia come una bandiera da esibire sui mercati finanziari è sbagliata.  

Terzo: la concertazione ci ha già tirato fuori dai guai in momenti drammatici.  

Quarto: nella riforma vi sono alcuni elementi positivi che ricalcano anche proposte del Pd e che vanno rafforzati e migliorati.  

Quinto: “Sull’articolo 18 si doveva adottare un meccanismo più adeguato a un paese manifatturiero ed europeo continentale, come è l’Italia, e non un meccanismo più tipico dei paesi anglosassoni. Dovevano scegliere il sistema tedesco e si è imposto invece il sistema americano”.  

Sesto: in Parlamento questo errore verrà corretto, introducendo il ricorso al giudice per tutti i tipi di licenziamento, perché così come il sistema è stato pensato dal governo tutto si riverserebbe sul licenziamento economico, lasciando al lavoratore la scelta di prendere pochi soldi “maledetti e subito” o fare una lunga causa alla fine della quale, se tutto andasse per il meglio, prenderebbe solo un indennizzo economico.  

Settimo: questa materia non è da decreto. Quindi il governo presenti un disegno di legge delega, lasciando al Parlamento la possibilità di discutere e di apportare le dovute modifiche. missioni in bianco. Ma non sarà la stessa norma varata dal governo Prodi e abolita ovviamente dal governo Berlusconi.

Festa della donna: era l’8 marzo e le donne chiedevano pace e pane

Thursday, March 8th, 2012

Le origini della festa dell’8 Marzo risalgono al 1908, quando le operaie dell’industria tessile Cotton di New York, scioperarono per protestare contro le terribili condizioni in cui erano costrette a lavorare. Lo sciopero si protrasse per alcuni giorni, ma l’8 marzo il proprietario Mr. Johnson, bloccò tutte le porte della fabbrica per impedire alle operaie di uscire.
Scoppiò un incendio e le 129 operaie prigioniere all’interno morirono arse dalle fiamme. Tra loro vi erano molte immigrate, tra cui anche delle italiane, donne che cercavano di affrancarsi dalla miseria con il lavoro.
In ricordo di questa tragedia, Rosa Luxemburg propose questa data come una giornata di lotta internazionale, a favore delle donne.

Non una festa, dunque, ma un giorno per riflettere sulla condizione femminile e per organizzare lotte per migliorare le condizioni di vita della donna: in questo modo la data dell’8 marzo assunse col tempo un’importanza mondiale, diventando il simbolo delle vessazioni che la donna ha dovuto subire nel corso dei secoli e il punto di partenza per il proprio riscatto.

Nel corso degli anni si è però perduto il vero significato di questa ricorrenza, e, mentre la maggioranza delle donne occidentali, approfitta di questa giornata per uscire da sola con le amiche per concedersi una serata diversa, magari all’insegna della “trasgressione”, i commercianti ne approfittano per sfruttarne le potenzialità commerciali.Così molte donne che rifiutano l’immagine della donna proposta dalla società odierna, per anni hanno smesso di riconoscersi in questa giornata.

Ma le condizioni che ne fecero una giornata di lotta, non sono state rimosse e ancora la donna è troppo spesso spesso ultima tra gli ultimi.
Crediamo che sia necessario riappriopiarsi di questa giornata, di farla ridiventare un momento di riflessione e di confronto, non per superate lotte tra sessi, ma per rinnovare le alleanze tra tutti coloro che rifiutano la sopraffazione e la violenza e credono nella pace e nella solidarietà umana.

Cittadinanza

Friday, February 24th, 2012

Il leader dell’Alleanza per l’Italia Francesco Rutelli ha dichiarato di essere contrario allo scelta dello jus soli come criterio di attribuzione della cittadinanza perchè “l’idea che sia un pezzo di carta che chiunque può prendere, con la stessa facilità con cui si comprano le figurine all’edicola, è superficiale e pericolosa”.
Le dichiarazioni di Rutelli sulla cittadinanza sono talmente fuori dalle righe che viene da pensare voglia accreditarsi ancora più a destra.
Dare la cittadinanza italiana a chi è nato in Italia non significa affatto deprezzarla ma anzi rivendicare al nostro Paese quelle centinaia di migliaia di giovani cittadini, che qui hanno studiato, vivono e spesso già lavorano, ma alle quali manca solo il “pezzo di carta” in tasca.
Questo attacco a freddo di sapore un po’ leghista lascia assai perplessi anche perché vibrato da uno politico che sicuramente sa di lanciare un allarme senza fondamento, dato che sulla cittadinanza non è in vista nessun automatismo. E in ogni caso è un peccato che Rutelli sembri non conservare memoria del tempo in cui conduceva battaglie per i diritti civili.

67 anni fa, oggi

Friday, January 27th, 2012

Oggi, 67 anni fa, fu liberato il campo di concentramento di Auschwitz.

Così finiva, anche simbolicamente, l’orrore nazista: lo sterminio degli ebrei, la persecuzione e le uccisioni di zingari, omosessuali, dissidenti politici e di tutti coloro considerati “inferiori” perché “diversi”.

Oggi che viviamo sicuri nelle nostre tiepide case, come scriveva Primo Levi, tutta questa violenza ci può sembrare lontana, lontanissima. E lo è, grazie all’Europa di pace che hanno costruito i nostri nonni e i nostri padri usciti vivi e memori dal nazi-fascismo e dalla guerra – questa Europa che oggi viene molto criticata ma che resta, pur con i suoi difetti, la più grande conquista dell’ultimo secolo.

Ma se vogliamo che quella violenza resti fuori dal mondo che viviamo, dobbiamo impegnarci ogni giorno in una battaglia di valori: per la libertà, l’uguglianza e la giustizia.

Non scordiamoci che meno di due mesi fa, a Firenze, due uomini sono stati uccisi e altri feriti perché avevano la pelle di un colore “diverso”.

Ricordare, voglio dire, serve qui e ora: per ciò che facciamo e per ciò che faremo.

Perché la Memoria rende liberi.

GRECIA AGLI SGOCCIOLI, SE FA L’ACCORDO CON I CREDITORI E SI SALVA DAL FALLIMENTO, PER L’EURO SI APRE UN ALTRO FILM. MERCOLEDI’ A DAVOS WORLD ECONOMIC FORUM: TUTTO IL MONDO A CONSULTO SULLA CRISI DEL CAPITALISMO

Monday, January 23rd, 2012

Ancora un nulla di fatto tra la Grecia e i suoi creditori privati. E l’eventuale accordo sarebbe già fuori tempo (era previsto per sabato). Se la Grecia si salva (i creditori perderanno almeno il 70 per cento del capitale investito) per l’euro viene meno una minaccia potenziale enorme.

Questa settimana altri eventi potrebbero avere effetti molto importanti sul futuro del mondo. Mercoledì si riunisce a Davos il World Economic Forum, il forum annuale dei principali operatori politici ed economici del mondo (quest’anno sono previsti più di duemila ospiti, tra i quali 40 capi di Stato e oltre 30 governatori di banche centrali). Ad aprire i lavori sarà la cancelliera Angela Merkel. Al centro del dibattito, al di là dei temi ufficiali, l’argomento che The Economist e altri prestigiosi periodici economici stanno ponendo da settimane: la crisi del capitalismo.

Sempre a metà settimana, le banche centrali statunitense, inglese e giapponese daranno indicazione sulle proprie  mosse future in termini di tassi di interesse e di politica di sostegno all’economia

LA PROPOSTA DI RIFORMA ELETTORALE DEL PD

Friday, January 13th, 2012

1.

Un mix per l’assegnazione dei seggi per la Camera dei Deputati, la quale avviene mediante tre diversi “canali”:

a) collegi uninominali maggioritari;

b) una quota proporzionale distribuita su base circoscrizionale;

c) una quota nazionale di compensazione;

2.

L’elettore dispone di una sola scheda, su cui vota solo per un candidato di partito in collegi uninominali; il voto, automaticamente, è attribuito anche alla lista del medesimo partito presentata per ciascuna circoscrizione. Nella scheda, accanto al simbolo e al nominativo di ciascun candidato nel collegio uninominale, è presente anche la lista dei candidati concorrenti a livello circoscrizionale.

3.

Una quota pari al 70% dei seggi in palio (corrispondente a 433 seggi)è attribuita agli eletti in collegi uninominali maggioritari a doppio turno. E’ eletto al primo turno il candidato che ottiene la metà più uno dei voti validamente espressi; altrimenti si da’ luogo ad un secondo turno aperto a tutti i candidati che abbiano ottenuto una percentuale pari ad almeno il 10% dei voti degli elettori iscritti nelle liste elettorali. È prevista la possibilità, da esprimere entro il primo venerdì successivo allo svolgimento del primo turno, di rinunciare a presentarsi al secondo. Nel secondo turno è eletto il candidato che ottiene il maggior numero di voti.

4.

Una quota pari al 28% di seggi (corrispondente a 173 seggi) è attribuita con metodo proporzionale su base regionale o pluriprovinciale. E’ previsto lo scorporo, per ciascun partito, dei voti ottenuti al primo turno dei candidati eletti nei collegi uninominali sia al primo che al secondo turno. Per l’attribuzione di questi seggi è prevista una soglia circoscrizionale di sbarramento pari al cinque per cento dei voti validi.

5.

Una quota di seggi pari a 12 (diritto di tribuna) è attribuita con metodo proporzionale alle liste nazionali corrispondenti ai partiti che non siano riusciti ad eleggere candidati né nei collegi uninominali né nelle liste circoscrizionali collegate. Per l’attribuzione di questi seggi viene applicato il metodo d’Hondt tra le liste si siano presente in almeno 5 circoscrizioni.

 

6.

Infine, è previsto che sia possibile candidarsi contemporaneamente in ciascuna delle tre “quote”, ma con un massimo di una sola candidatura in un collegio e in una lista regionale.

7.

Non viene dunque prevista la quota nazionale di compensazione.L’assegnazione dei seggi per il Senato della Repubblica avviene solo attraverso due “canali”, per garantire il rispetto dell’articolo 57 della Costituzione, il quale richiede che venga eletto “su base regionale”: a) collegi uninominali, per una quota pari al 70% del totale dei seggi in palio (216 seggi) b) una quota proporzionale distribuita su base circoscrizionale (Camera) per una quota pari al 30% del totale (93).

8.

Per la pari opportunità fra i generi, sono previste due misure specifiche a) Nel complesso delle candidature (uninominali e circoscrizionali) nessuno dei due generi può essere rappresentato in misura superiore al cinquanta per cento. b) Le liste circoscrizionali devono prevedere l’alternanza di genere nella successione dei candidati. alternanza di genere nella successione dei candidati e nelle candidature di una stessa lista nessuno dei due generi può essere rappresentato in misura superiore al cinquanta per cento. c) Le liste nazionali devono prevedere l’alternanza di genere nella successione dei candidati e nelle candidature di una stessa lista nessuno dei due generi può essere rappresentato in misura superiore al cinquanta per cento.

CHE FACCIA TOSTA!!

Wednesday, December 28th, 2011

L’ex premier Silvio Berlusconi ha rivendicato che il suo Governo fino all’estate scorsa ha “sempre tenuto i conti in ordine”. Vorremmo chiedere a Berlusconi che almeno per questo Natale  ci faccia il regalo di non dire assurdità.

E’ infatti evidente il tentativo di far dimenticare a forza di bugie gli anni di gestione fallimentare del Governo Berlusconi, che nulla ha fatto per impedire al nostro Paese di correre senza freni incontro al default.

È invece un dovere nei confronti della verità storica ricordare che quando il Pd lanciava l’allarme Berlusconi sosteneva che la crisi era un fenomeno psicologico, e aver ingannato milioni di italiani gettandoli impreparati in mezzo a questa prova è un’altra responsabilità gravissima.

Le dimissioni sono la prova più evidente dell’ incapacità di Berlusconi, al quale ora chiediamo di permettere al nuovo Governo di rimediare ai suoi danni: è un lavoro abbastanza difficile e doloroso anche senza che ci si aggiunga il suo contributo.

INFRASTRUTTURE @ SERVIZI 15 Dicembre ore 17.00 presso – La Pista – Castelnuovo VdC

Tuesday, December 13th, 2011

UNA MANOVRA PURTROPPO NECESSARIA

Wednesday, December 7th, 2011

Davanti a certi provvedimenti della manovra, si manifesta un malessere che merita una risposta. Prima però di qualsiasi altra considerazione, dobbiamo avere chiaro un punto: la gravità della situazione finanziaria del nostro Paese e il rischio assai concreto che le conseguenze possano essere disastrose per milioni di cittadini. Quella parola che abbiamo imparato a conoscere e a temere nelle scorse settimane – spread – non esprime un concetto astratto, ma rappresenta il livello di rischio che un investitore, privato o istituzionale, sa di affrontare quando acquista titoli del debito pubblico italiano rispetto a quello tedesco. L’impennarsi dello spread è stato il segno dell’affanno crescente dell’Italia a finanziare il suo debito, cioè dello Stato a trovare le risorse, in quanto la fiducia nel nostro sistema Paese è debole. Lo spettro del fallimento prende corpo quando l’insolvenza da rischio si trasforma in certezza. Da qui in poi, è una strada in discesa verso l’impoverimento dell’intero Paese, con i drammi sociali che si possono immaginare guardando all’esperienza di altri.
Per evitare il fallimento dello Stato italiano, dopo anni di opposizione dura e solo dopo che Berlusconi si è dimesso, il Partito democratico si è assunto la responsabilità di sostenere un governo tecnico che fronteggiasse l’emergenza, assieme a quasi tutti gli altri partiti presenti in Parlamento. Siamo convinti che aver affidato a Mario Monti la guida di questo governo tecnico sia stata una scelta saggia.
Detto ciò, e chiarito ancora una volta che questo governo deve varare una manovra che deve essere approvata non solo con i voti nostri ma anche con quelli del Pdl, i contenuti di alcune misure lasciano l’amaro in bocca. Non possiamo infatti restare indifferenti a quanti, titolari di pensioni certo non ricche, saranno esclusi dall’indicizzazione, né pensare che chi ha rimpatriato capitali frutto di evasione fiscale se la cavi con percentuali irrisorie, tantomeno è giusto che ci sia una franchigia così bassa sulla prima casa. Lo stesso per i lavoratori precoci e per il tetto alla tracciabilità. Insomma, ci sono elementi che sbilanciano la manovra e sui quali pensiamo  sia necessario intervenire.

LAVORO IN GEOTERMIA – PROSPETTIVE E IDEE -

Monday, November 14th, 2011

SENSO DELLO STATO

Tuesday, November 8th, 2011

Molti ricordano l’aneddoto secondo cui Amintore Fanfani, avvicinandosi la possibilità che gli fosse chiesto di guidare il Governo, costrinse la moglia a vendere delle azioni di una società privata toscana che lei aveva aqcuistato con i soldi lasciati in eredità dal padre. “Non trovo giusto che chi ha incarichi pubblici di governo – spiegò lo stesso Fanfani – sia riconducibile direttamente o indirettamente ad interessi privati”.
Oggi gli italiani sono costretti ad assistere ad un Presidente del Consiglio che – in un momento drammatico per l’economia nazionale e dopo che le borse e i mercati hanno chiarito in modo incontrovertibile chi ritengono il principale elemento di instabilità finanziaria del Paese – si prende una giornata di impegni privati per discutere con i suoi figli e con l’AD delle sue aziende se e come dimettersi dal Governo del Paese.
L’Italia non è l’assemblea degli azionisti di Mediaset. Chi nutre ancora un minimo di amore per questo Paese e per la sua storia democratica ha l’obbligo morale di mostrare coraggio e liquidare questa pagina orribile della nostra storia. Il nostro Paese deve poter riavere il suo diritto di lavorare per la ripresa e per riconquistare quell’autorevolezza internazionale che ogni giorno va sfumando.